• Articolo Dübendorf, 25 settembre 2018
  • Finestre intelligenti e pareti solari, SolAce è l’edificio del futuro

  • Dalle telecamere che imitano l’occhio umano alle facciate colorate che producono elettricità ed acqua calda: il nuovo prototipo abitativo dell’EPFL sceglie l’innovazione

pareti solari solace

 

Pareti solari e domotica intelligente per annullare le emissioni

(Rinnovabili.it) – Produrrà più energia di quella necessaria al sostentamento dei suoi abitanti, puntando a divenire modello carbon negative, ossia in grado di alleggerire il computo delle emissioni di carbonio anziché incrementarlo. Parliamo di SolAce, unità abitativa pilota realizzata dai ricercatori del Politecnico di Losanna (EPFL). Il progetto è stato inaugurato ieri nel NEST di Dübendorf, l’edificio sperimentale nato in Svizzera per testare nuove tecnologie edilizie sostenibili con un occhio fisso sul comfort degli utenti.

Nel dettaglio SolaAce, quinto esperimento avviato del “nido” elvetico, è un appartamento-laboratorio di circa 100 metri quadrati, caratterizzato da mix tecnologico che unisce pareti solari, finestre intelligenti e un sistema domotico di ultima generazione.

 

Tra gli elementi clou del progetto, la facciata esterna colorata che integra direttamente nella struttura moduli fotovoltaici e collettori solari temici. L’elemento base è il vetro solare Kromatix prevede l’applicazione di trattamenti superficiali nanotecnologici ad alta efficienza ed ecologici ottimizzati per la cattura dei raggi  luminosi. A conferire il colore al vetro non è una tinta, bensì un trattamento di deposizione atomica sulla superficie. “Poiché il nano-rivestimento è trasparente, non c’è praticamente alcun effetto di assorbimento e pochissima perdita di energia”, spiega Andreas Schüler, leader del gruppo nano-tecnologico di LESO-PB. Questa tecnologia, sviluppata e brevettata all’EPFL, è attualmente commercializzata dallo spin-off SwissINSO.

Le pareti solari dei SolAce sono state dimensionate affinché la facciata sia energeticamente positiva per tutto l’anno. Il surplus sarà memorizzato nell’Energy Hub di NEST in modo che chiunque possa utilizzarla, inclusi i ricercatori di altre unità pilota.

 

 

A rendere speciale il progetto sono anche le finestre di ultima generazione creati dall’EPFL: smart window a triplo vetro che incorporano microstrutture ottiche in 3D in grado di reindirizzare nelle aree più scure dell’unità. In inverno, questi micro-specchi, invisibili a occhio nudo, guidano la luce verso il soffitto, fornendo all’interno della stanza un’illuminazione uniforme e assicurando anche un riscaldamento solare passivo delle stanze. In estate, gli stessi riflettono i raggi del sole verso l’esterno, evitando così il surriscaldamento (leggi anche Finestre a micro specchi per migliorare l’illuminazione naturale)

Per monitorare il confort interno, i ricercatori hanno installato mini telecamere che rispondono all’illuminazione nello stesso modo dell’occhio umano. Questi sensori prototipo misurano continuamente la quantità di luce e di abbagliamento percepiti dagli abitanti; sulla base di questi dati, un software – collegato ai sensori – regola istantaneamente le tende e l’illuminazione elettrica, tenendo conto dei ritmi circadiani degli occupanti.

Un Commento

  1. nicola
    Posted ottobre 2, 2018 at 9:53 pm

    Le prospettive aperte dalle nuove tecnologie saranno certamente uno dei cardini per limitare l’aumento di temperatura del pianeta ed evitare le conseguenze climatiche ed ambientali connesse con lo sfruttamento dei giacimenti. Speriamo che le lobby del petrolio e del carbone non contrastino l’affermarsi di tali innovazioni come, a parere di molti, avvenuto nel passato per altre tecnologie innovative.

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