• Articolo Roma, 10 novembre 2011
  • Re-Cycle, l'esposizione dedicata al "riciclo architettonico" in mostra al MAXXI

    Riciclare l’architettura: da New York a Rotterdam passando per Trento e Parigi

  • In mostra al MAXXI i numerosi esempi dell’architettura “riciclata”. I progetti che hanno saputo dare nuova vita alle città egli edifici dimenticati.

(Rinnovabili.it) – Riciclo, efficienza e sostenibilità: tre parole chiave per esprimere una nuova tendenza della’architettura contemporanea, che dal 1° dicembre sarà in mostra al MAXXI di Roma con l’evento “Re-Cycle: Strategie per l’Architettura, la città e il Pianeta”.

Numerosi gli esempi internazionali che comporranno il percorso della mostra, partendo dal celebre recupero del passante ferroviario della High Line di New York trasformato in una lunga passeggiata verde sopraelevata, fino al recente intervento a Rotterdam dello studio MVRDV per la trasformazione dei due silos in appartamenti residenziali. Tra disegni, modelli, video e percorsi fotografici, la mostra tenterà di indagare a fondo il concetto del riciclo per le città, per il paesaggio e per le architettura. Il mondo dell’architettura e dell’ingegneria si unisce per dare una nuova vita alle “vecchie” opere disegnate nel territorio mondiale, indagando le tematiche della sostenibilità, del riciclo e dell’efficienza energetica, con una nuova luce.

Tra gli interessanti temi che verranno presentati anche il dibattito sulle città contemporanee con un focus particolare sulle “Shrinking cities” , le città nate dallo sviluppo del settore industriale, che dopo aver assistito all’abbandono delle grandi fabbriche e dei quartieri popolari si trovano attualmente in presenza di immensi territori dismessi e degradati privi di connotazione; durante la mostra verranno presentati alcuni progetti legati a questo argomento che vedono la conversione delle grandi aree abbandonate in vasti parchi ed orti urbani. Non mancheranno le critiche agli esempi negativi, guidati dal deturpante esempio della discarica di Accra dove finiscono tutti gli scarti tecnologici hi-tech dell’Occidente, contribuendo ad uno stato di degrado ed inquinamento senza precedenti.