• Articolo Rotterdam, 13 marzo 2019
  • Rotterdam testa il primo biocarburante navale prodotto da rifiuti

  • Ikea, CMA CGM e il programma GoodShipping testeranno il nuovo combustibile marino in una nave portacontainer. La miscela dovrebbe ridurre del 90% le emissioni di CO2

biocarburante navale porto rotterdam

 

Residui forestali e olio da cucina esausto sono le materie prime seconde del nuovo biocarburante navale

(Rinnovabili.it) – Partirà il 19 marzo dal porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, la prima portacontainer alimentata da biocarburante navale prodotto dai rifiuti. L’iniziativa è frutto dell’alleanza verde stretta tra le stesse autorità portuali, IKEA Transport & Logistics Services, la società di spedizioni e Cma Cgm e il programma no-profit GoodShipping e offrirà un importante test ai progetti di decarbonizzazione dei trasporti marittimi.

 

Oggi il settore navale è responsabile del 2,2% dei gas serra mondiali, percentuale destinata a crescere in maniera esponenziale nei prossimi anni senza misure di contrasto. L’accordo mondiale, siglato ad aprile del 2018 in seno all’IMO, offre un primo impegno in tal senso chiedendo al comparto di tagliare la CO2 di “almeno” il 50 per cento entro il 2050, rispetto ai livelli del 2008. Nonostante la poca ambizione del target, l’industria navale dovrà impegnarsi parecchio nei prossimi anni, visto i pochi progressi messi in campo finora sul fronte della sostenibilità.

 

Uno di questi impegni potrebbe essere replicare su larga scala i risultati del progetto di Rotterdam. La partnership mira a dimostrare la scalabilità, la sostenibilità e la conformità tecnica del biocombustibile navale, un biodiesel sviluppato da GoodFuels a partire da olio di cottura esausto e scarti forestali. Secondo la società produttrice il carburante dovrebbe garantire una riduzione di CO2 dell’80-90% rispetto agli equivalenti fossili ed eliminare completamente le emissioni di ossido di zolfo (SOx); il tutto senza alcun modifica al motore.

 

>>Leggi anche Biocarburanti dagli oli alimentari usati e di frittura, l’Italia chiude il cerchio<<

 

L’obiettivo del nostro programma – spiega Dirk Kronemeijer, CEO di The GoodShipping – non è solo quello di ridurre le emissioni di carbonio prodotte dalle spedizioni, ma di mostrare che i mezzi per accelerare la transizione energetica sono già disponibili per il settore. Insieme inviamo un messaggio molto chiaro: i biocarburanti sostenibili sono già disponibili e possiamo affrontare i percorsi tracciati dall’IMO in modo attraente per i principali proprietari di merci come IKEA”.

Non è un caso che sia stato scelto lo scalo olandese per avviare il test. “Per sostenere questo tipo di iniziative, – afferma Allard Castelein, CEO della società che gestisce il porto – abbiamo appena iniziato un periodo di quattro anni durante il quale spenderemo 5 milioni di euro per stimolare progetti specifici di riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte dell’industria navale globale”.

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