• Articolo Roma, 29 novembre 2017
  • Le aziende italiane fanno squadra sull’economia circolare

  • Otto grandi aziende italiane hanno deciso di sottoscrivere un Manifesto sull’Economia circolare per individuare e diffondere le best practices nazionali sulla circolarità

manifesto economia circolare

 

 

Nasce il manifesto sull’economia circolare del Made in Italy

(Rinnovabili.it) – L’economia circolare italiana ha delle radici forti ma è ancora giovane e immatura. Accanto ai dati in crescita per riciclo e riduzione del consumo di risorse, manca ancora la capacità di mettere a sistema le buone pratiche e le realtà virtuose. Per questo motivo otto grandi aziende italiane hanno deciso di unirsi un una sorta di alleanza pro “Circular economy”. Il nuovo progetto promosso da Enel e Intesa Sanpaolo è stato lanciato oggi presso la sede di Confindustria, alla presenza del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, e della parlamentare europea, Simona Bonafè. Le due società assieme a Novamont, Costa Crociere, Gruppo Salvatore Ferragamo, Bulgari, Fater e Eataly, hanno firmato il Manifesto per l’Economia Circolare, documento con cui si impegnano a rafforzare le strategia circolari promuovendo innovazione, competitività e prestazioni ambientali.

 

Nella pratica questo significherà individuare e diffondere le best practices italiane sulla circolarità e implementare  all’interno delle rispettive aziende criteri e approcci sempre più improntati alla circolarità. Non solo. Saranno definiti metodi di misurazione e di target da utilizzare internamente e verso i fornitori e la filiera a valle, con la possibilità di sviluppare in futuro progetti comuni e di rafforzare l’aspetto “circolare” anche nel loro rapporto con start up e centri di ricerca.

 

“L’economia circolare, abilitata dall’innovazione tecnologica, è un driver strategico in grado di favorire l’affermazione di nuovi modelli di business, più efficienti e sostenibili, nonché il superamento della tradizionale distinzione di fasi e ruoli tipici dell’economia lineare”, ha dichiarato Patrizia Grieco, Presidente di Enel. “In questo contesto, le grandi imprese possono svolgere un ruolo fondamentale, anche come volano per favorire la transizione circolare delle proprie filiere, rafforzando la competitività del sistema italiano anche nel contesto internazionale”.

 

Durante l’evento, è stato presentato il Documento di Posizionamento Strategico Nazionale del Ministero dell’Ambiente e di quello Sviluppo Economico messo recentemente in consultazione pubblica. Uno degli elementi clou in questo contesto, citato anche nel Documento e in grado di aiutare il lavoro delle aziende italiane, è l’approccio EoW-End of Waste (“cessazione della qualifica di rifiuti”) per alcuni prodotti giunti a fine vita. Il dicastero ambientale ha già redatto il decreto End Of Waste sul fresato d’asfalto e quello sulla gomma derivante da pneumatici fuori uso oggi in attesa dell’approvazione della Commissione Europea. Il Ministero ha predisposto e sottoposto all’esame dell’ISPRA anche altre schede tecniche per il recupero di materia dai pannolini, dal piombo contenuto nelle batterie per auto, dai rifiuti da demolizione e costruzione e dalla vetroresina, con particolare riferimento alle imbarcazioni.

 

>Leggi ancheAziende, ecco 6 modi per diventare protagonisti dell’economia circolare<<

 

 

Uno dei prossimi decreti EoW riguarderà dunque da vicino proprio il lavoro svolta da Fater, joint venture tra P&G e Gruppo Angelini e firmataria del Manifesto Economia Circolare. La società ha ideato un innovativo processo capace di recuperare dai prodotti assorbenti usati per la persona le materie prime seconde.

 

“L’integrazione di innovazione e sostenibilità ambientale nel modello di business aziendale trova nell’economia circolare la sua migliore rappresentazione e soprattutto è possibile”, ha dichiarato Giovanni Teodorani Fabbri, Direttore Generale AHP-R Business Unit Fater SpA. “Un esempio è l’impianto che recentemente abbiamo inaugurato a Treviso, il primo al mondo su scala industriale in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati (pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici) trasformandoli in materie prime secondarie che possono essere riutilizzate e dunque rimesse sul mercato”.

 

Il sistema realizzato in Veneto è capace di trattare fino a 10.000 tonnellate/anno di prodotti assorbenti usati per ottenere plastica, cellulosa e un polimero superassorbente. La validazione dell’impianto sarà ultimata nei prossimi mesi con il supporto decisivo di Contarina SpA per confermare elevati livelli di efficienza e il decreto ministeriale sul recupero di materia dai pannolini permetterà di renderlo definitivamente operativo. Dopo questa fase finale di validazione, un modello della macchina con ulteriori innovazioni sarà installato in Olanda per iniziare attività industriale di riciclo dei prodotti assorbenti.

 

Scrivi un Commento

Il tuo indirizzo Email non verra' mai pubblicato e/o condiviso. I campi obbligatori sono contrassegnati con *

*
*

Puoi usare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Current ye@r *