Tour ecocompatibili, musicisti dal cuore “verde”, album eco-friendly. Ecco come il settore musicale sta cominciando a dare il suo contributo nella lotta ai cambiamenti climatici
E’ possibile salvare il pianeta una canzone alla volta? Veicolo di comunicazione tra i più antichi al mondo la musica è da tempo affidatario di messaggi connessi ad un forte impegno sociale, sia per la facilità di trasmissione che per la rapidità di recepimento. Ed ora che al grido d’allarme ambientalista nei confronti di un pianeta affamato d’energia e stravolto dai cambiamenti climatici si sono unite le voci di scienziati, economisti e politici, anche l’universo musicale sembra maturo per portare il suo impegno alla sfida lanciata dal surriscaldamento globale. A fare da apripista il monumentale concerto _Live Earth – The concert for a climate in crisis_, che pur non essendo il primo approccio in tal senso, è da considerarsi il più grande evento della scena musicale internazionale a richiamare l’attenzione sullo stato di salute della Terra. L’iniziativa voluta dall’ex vicepresidente USA, Al Gore, ha riunito il 7 luglio 2007 ben 150 artisti, su nove palcoscenici diversi nei sette continenti e richiamato più di 2 miliardi di persone con un obiettivo preciso: sensibilizzare l’opinione pubblica al problema dell’aumento della temperatura terrestre e spingere così i governi ad agire. Dal Giants Stadium di New York all’Aussie Stadium di Sydney passando per Londra, Rio de Janeiro, Tokyo, Shanghai, artisti del calibro di Madonna, Genesis, Bon Jovi, Metallica hanno partecipato come testimonial dell’evento accompagnati da filmati, interviste e reportage per comprendere meglio l’attuale situazione ambientale. E per dimostrare un impegno in prima persona gli organizzatori hanno fatto il possibile per ridurre al minimo l’impatto ambientale degli spettacoli e devoluto l’intero incasso ad organizzazioni ambientaliste come Alliance for Climate Protection. La maratona musicale si è dimostrata, così, utile come caso studio per redigere il “Live Earth’s Green Guidelines”:https://www.liveearth.org/docs/Live_Earth_Carbon_Report.pdf, un manuale che incoraggi al cambiamento fornendo le linee guida per la realizzazione di eventi live sostenibili. Sulla base della loro raccolta di dati e con un ampio sostegno da parte dell’U.S. Green Building Council, The Climate Group e i creatori del LEED, il Sistema di Valutazione per la Bioedilizia, il team di Live Earth ha individuato tre principali settori per un maggior controllo dell’impatto ambientale, nei quali si è peraltro intervenuti nella manifestazione stessa:
* riduzione dei consumi energetici (ad esempio acquistando energia verde, sfruttando la circolazione naturale dell’aria al fine di ridurre l’aria condizionata, richiamando agli eventi artisti della zona e quelli già in tour per ridurre i viaggi aerei, installando sistemi d’illuminazione ad alta efficienza energetica, ecc.)
* impiego di materiali sostenibili (impiegando merci locali, materiali organici o in fibra di bambù, inchiostri biologici, ecc.)
* differenziazione dei rifiuti (menù su misura per ridurre gli imballaggi, ampie zone di riciclaggio, ecc.)
*Più musica, meno CO2*
Non mancano realtà anche più curiose come i concerti “a pedali”. Il primo tentativo italiano in questo senso è stato realizzato nell’edizione 2007 di Ecomondo, dalla Regione Emilia-Romagna, per il concerto del cantautore bolognese Franz Campi in cui l’energia elettrica necessaria per l’amplificatore della chitarra è stata fornita unicamente da velocipedi collegati ad un alimentatore. L’esperimento è stato riproposto nel marzo di quest’anno in occasione della Festa dell’Aria di Modena, alimentando anche in questo caso parte dell’amplificazione di un concerto di giovanissimi presso una scuola media cittadina ed alternato alla visione di filmati dedicati al risparmio energetico e al consumo sostenibile. Un modo non solo per risparmiare energia ma anche per coinvolgere in maniera diretta il pubblico (ai pedali dei bici-generatori) allo spettacolo.
*Dalle sale di registrazione ai videoclip*
Se c’è chi impara c’è anche chi insegna. Lo ha dimostrato il programma Audioambiente realizzato da All Music in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e condotto da Angelo Pisani e Marco Silvestri, meglio noti come i Pali e Dispari. In quattro puntate ambientate in diverse città italiane, i “conduttori” hanno fatto visita a quattro gruppi emergenti del panorama hip hop italiano commissionando loro un brano musicale con tematiche legate all’ambiente e allo sviluppo sostenibile, accompagnando quindi i musicisti in una due giorni all’insegna della sostenibilità e controllando che le loro azioni quotidiane fossero “ecological correct”. E il pianeta ringrazia.












