Un report di Oxfam mette a nudo i legami tra industria fossile e governi, per chiedere all’Europa un impegno serio contro il global warming

Mark Goldring, direttore di Oxfam, non si ritiene affatto appagato e spara ad alzo zero sui legami tra politica e lobby legate alle fonti tradizionali.
«Governi e investitori stanno aiutando l’industria a difendere incautamente i suoi profitti, facendo ricadere le spese tutte su di noi. I più poveri nel mondo sono già colpiti duramente da siccità e fame, e le cose peggioreranno nel futuro coinvolgendo molti altri milioni di persone».
Secondo Oxfam il “triangolo tossico” nel 2012 ha speso 674 miliardi di dollari per finanziare gli inquinatori, e lo ha fatto con tagli delle tasse, incentivi e sussidi. Senza contare che l’industria fossile investirà – secondo i calcoli dell’organizzazione – 6mila miliardi nei prossimi 10 anni per svilupparsi. Un investimento fuori scala, se è vero che per non eccedere i 2°C di aumento della temperatura, le cifre a disposizione del fossile non dovrebbero superare i 300 miliardi.











