Il summit getterà le basi politiche per la Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico COP31 che si terrà ad Antalya a novembre.
I leader mondiali a Tuvalu nell’ambito dei colloqui sul clima co-ospitati dall’Australia in vista della conferenza COP31
Durante i colloqui organizzati nel piccolissimo Stato insulare di Tuvalu, i leader delle isole del Pacifico si sono promessi che la transizione dai combustibili fossili non sia considerata negoziabile alla COP31, nel tentativo di dare slancio al summit sul clima in Turchia. Ministri e alti rappresentanti di Governo si ritrovano tra le Fiji e a Tuvalu dal 5 all’8 ottobre per gettare le basi politiche della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico COP31, che si terrà ad Antalya a novembre.
Appena 14 capi di Stato, tra cui il Primo Ministro australiano Anthony Albanese, Ministri del cambiamento climatico e vertici di agenzie globali si sono dati appuntamento per attirare l’attenzione sulla pericolosa condizione dei Paesi più a rischio per la crisi climatica, prima della conferenza del mese prossimo. La regione del Pacifico sta ospitando gli incontri preparatori, principalmente nelle Fiji.
“La transizione dai combustibili fossili non può essere considerata ri-negoziabile”
I leader riuniti nel summit pre-COP hanno concordato che il mondo debba sostenere l’accordo del 2023, raggiunto durante il summit ONU a Dubai e finalizzato a rendere possibile la transizione dai combustibili fossili. Quell’accordo di ormai tre anni fa non è stato implementato e ha incontrato una ferma opposizione in particolare dai Paesi produttori di petrolio.
Il Primo ministro delle Fiji, Sitiveni Rabuka, ha spiegato che, con il pianeta sul punto di superare il limite di riscaldamento globale di 1,5 °C, deciso con l’accordo di Parigi del 2015, è necessario anticipare i piani per tagliare le emissioni. “Non è una richiesta radicale, è in linea con i nostri accordi, i nostri obblighi e la realtà scientifica. La transizione dai combustibili fossili è stata concordata da tutti noi a Dubai. Non è una richiesta nuova e non può essere rinegoziata“, ha affermato il Primo Ministro.
Piccoli Stati insulari particolarmente colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici
Tuvalu è tra gli Stati più a rischio per la crisi climatica. Composta di tre isole e sei atolli, si trova per lo più a meno di 2 metri sopra il livello del mare. Inoltre, nel 2024 un’ondata di calore marina ha distrutto il 99,9% del corallo delle isole più remote. A causa dell’innalzamento del livello del mare già due dei nove atolli corallini sono stati sommersi dalle acque e gli scienziati temono che l’intero arcipelago possa diventare invivibile entro la fine del secolo. Parlando all’ONU la settimana scorsa, il Primo Ministro di Tuvalu, Feleti Teo, ha avvertito che “l’innalzamento del livello del mare non è una minaccia futura, è una già realtà“.
I piccoli Stati insulari sono particolarmente colpiti dagli impatti dei cambiamenti climatici e da tempo si pongono come promotori di una politica climatica internazionale più incisiva. Per questo motivo la pre-COP di quest’anno intende porre l’attenzione sulle prospettive di politica climatica e sulle soluzioni a sostegno degli Stati insulari del Pacifico. L’obiettivo del summit è esplorare possibili soluzioni politiche per accelerare l’azione climatica globale e per assicurare un migliore accesso ai finanziamenti per il clima.
Transizione dai combustibili fossili priorità dell’UE in vista della COP31
La posizione di Bruxelles in merito è chiara: il primo ottobre la Commissione per l’Ambiente, il Clima e la Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che esorta il vertice COP31 ad accelerare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili e ad aumentare i finanziamenti per il clima destinati ai Paesi vulnerabili.
I deputati europei vogliono l’UE assuma un ruolo di leadership nei negoziati per un trattato di non proliferazione dei combustibili fossili e che vengano stabiliti piani con scadenze ben definite per eliminare gradualmente i sussidi e la produzione di fonti fossili. La risoluzione sollecita l’UE a dare il buon esempio con una propria tabella di marcia che valga per tutti settori economici. Il documento sottolinea le vulnerabilità dovute alla dipendenza dai combustibili fossili e l’importanza della decarbonizzazione per l’autonomia strategica dell’UE.
La regione dell’Himalaya e gli Stati insulari del Pacifico affrontano le stesse sfide
Anche il Ministro degli Esteri nepalese, Shisir Khanal prende parte alla pre-COP di Funafuti, la capitale di Tuvalu. Intervenendo in diverse sessioni, Khanal ha sottolineato la necessità che i Paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici vedano affrontate in modo più efficace le loro preoccupazioni durante i summit internazionali. Il Ministro ha ricordato che la regione dell’Himalaya e i piccoli Stati insulari del Pacifico affrontano rischi e sfide simili a causa dei cambiamenti climatici. Per questo ha invocato una cooperazione ancora più solida tra le parti riguardo l’azione per il clima.
Contesto
La pre-COP si tiene tradizionalmente diverse settimane prima dell’annuale Conferenza sul cambiamento climatico. Riunisce un gruppo selezionato di Ministri e alti rappresentanti di Governo. La Turchia ospiterà la Conferenza sul cambiamento climatico in qualità di Presidenza COP31, mentre l’Australia guiderà i negoziati come Presidente dei negoziati. Turchia e Australia stanno lavorando a stretto contatto per la preparazione e l’organizzazione della COP31 che si spera possa davvero fissare una tabella di marcia credibile per l’abbandono dei fossili.













