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DL Infrastrutture 2025, novità per le zone di accelerazione delle rinnovabili

Dopo la pubblicazione in Gazzetta, il Decreto Legge del 21 maggio 2025, n. 73 si appresta ad iniziare l’iter parlamentare. Nel testo inserite modifiche chiave alle "zone di accelerazione" per gli impianti a fonti rinnovabili

DL Infrastrutture 2025, novità per le zone di accelerazione delle rinnovabili
Foto di luca romano su Unsplash

Aree industriali tra le zone di accelerazione

Al via questa settimana l’iter di conversione del DL Infrastrutture 2025 (Decreto-Legge del 21 maggio 2025, n. 73), il provvedimento approvato lo scorso 19 maggio in Consiglio dei Ministri.  Il testo, che reca misure urgenti per la realizzazione di infrastrutture strategiche e la gestione dei contratti pubblici, è approdato alla Camera dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. E già domani potrebbe essere incardinato nelle commissioni riunite Ambiente e Trasporti della Camera.

Nei suoi 17 articoli e tre allegati, un capitolo viene anche riservato alle energie rinnovabili. Nel dettaglio il testo modifica quanto definito nel Testo Unico FER (Decreto Legislativo 25 novembre 2024, n. 190) in riferimento alle cosiddette zone di accelerazione.

Di cosa si tratta? Di aree individuate a monte come “adatte” alla rapida messa in funzione di impianti. Come descritte dal TU “zone sufficientemente omogenee in cui la diffusione di uno o più tipi specifici di energia da fonti rinnovabili non comporti impatti ambientali significativi”.

Cosa prevede il DL Infrastrutture 2025?

Il nuovo decreto aggiorna la definizione di zone di accelerazione includendo anche aree industriali che rientrano nella mappa dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), pubblicata proprio in questi giorni.

A Regioni e Province autonome è chiesto di comunicare al GSE nei prossimi giorni possibili disallineamenti cartografici delle aree industriali sui loro territori, con l’obiettivo di correggere eventuali errori di mappatura.

Recita il testo:

7-bis. Fermo restando  quanto  previsto  dal  comma  7,  terzo periodo, e ai fini di cui al  comma  10,  sono  considerate zone di accelerazione, in relazione alle fattispecie progettuali di cui  agli allegati A e B al presente decreto e in coerenza  con  il  potenziale nazionale individuato dal GSE  mediante  la  mappatura  dallo  stesso effettuata nei termini e secondo le modalità di cui al comma  1,  le aree  industriali,  come   definite   dagli   strumenti   urbanistici regionali, sovracomunali o comunali  comunque  denominati,  ricadenti nelle aree individuate dal GSE con la citata mappatura.  Entro  dieci giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, e comunque non oltre il termine del 21 maggio 2025 di cui al  comma  1, il  GSE  pubblica  su  apposito  sito  internet  la  rappresentazione cartografica delle zone di accelerazione, come definite ai sensi  del primo periodo.

Cosa cambia nei Piani Regionali?

Il DL Infrastrutture specifica anche che i Piani regionali per le zone di accelerazione terrestri debbono includere le aree individuate secondo le nuove specifiche. Non solo. Le stesse amministrazioni dovranno sottoporre le proposte di Piano alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) entro il 31 agosto 2025. Per snellire le tempistiche La procedura si svolgerà con i termini procedurali ridotti della metà. 

Tuttavia in caso di sforamento della deadline o di mancata adozione del Piano entro i termini previsti, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE) potrà proporre al Presidente del Consiglio dei ministri l’esercizio dei poteri sostitutivi.

In ogni caso viene ribadito che Regioni e Province autonome possono indicare anche altre aree per impianti a fonti rinnovabili, stoccaggio e altre opere nei loro Piani, oltre a quelle identificate dalle nuove prescrizioni del DL Infrastrutture. Qui il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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About Author / Matteo Spagnolo

Matteo Spagnolo è un CEO con esperienza pluriennale nella guida di team e progetti ad alto impatto in cinque paesi: Italia, Germania, Spagna, Canada e Stati Uniti. Manager internazionale, determinato e orientato ai risultati, con una forte passione per le imprese guidate da uno scopo e capaci di generare valore per le persone e il pianeta. Ha ricoperto ruoli di leadership diretta nelle aree operations e sales, guidando processi complessi e team internazionali in contesti corporate e altamente competitivi. In Technogym ha gestito le attività operative e commerciali per la Business Unite principale del mercato nordamericano, con responsabilità su budget multimilionari e sulla riorganizzazione delle strategie go-to-market. Ha maturato inoltre esperienze significative in Hewlett Packard Enterprise e Oracle, con focus su strategie di crescita e gestione della domanda. È in possesso di un Executive Certificate in Operations del MIT Sloan School of Management. Attualmente è CEO di Orthodrome Group e Rinnovabili, testata giornalistica specializzata in energia e sostenibilità. Guida l’espansione nazionale e internazionale del brand, lo sviluppo di nuove business unit e l’innovazione dell’intero modello aziendale.