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Sorpresa auto elettriche: quasi tutti i costruttori rispettano i target UE di emissione

Le case automobilistiche rispettano i target UE su emissioni grazie alle auto elettriche, secondo il report T&E. Fa eccezione Mercedes-Benz.

Sorpresa auto elettriche: quasi tutti i costruttori rispettano i target UE di emissione.
Sorpresa auto elettriche – Immagine realizzata con IA

Le auto elettriche si confermano centrali per il rispetto delle regole sulle emissioni. È quanto evidenzia l’EV Progress Report 2025 di Transport & Environment (T&E), che analizza la conformità dei principali costruttori europei.

Il documento dimostra che quasi tutte le aziende sono pronte a rispettare i limiti fissati dall’Ue per il triennio 2025-2027. L’unica eccezione è Mercedes-Benz, che resta sopra la soglia di 10 gCO₂/km. Il rapporto conferma che la transizione elettrica è già realtà per gran parte del settore automobilistico europeo.

La proroga Ue rallenta vendite e competitività delle auto elettriche

La proroga approvata nel maggio scorso dal Parlamento europeo, che consente ai costruttori di rispettare i limiti mediando le emissioni dal 2025 al 2027, ha ridotto la pressione a investire subito su nuovi modelli a zero emissioni. Secondo Transport & Environment, questa scelta comporterà due milioni di auto elettriche in meno vendute nel triennio, rallentando la diffusione di veicoli più accessibili.

Le critiche dei gruppi ambientalisti sottolineano proprio il rischio di ritardare la comparsa sul mercato di modelli economici, mentre i costruttori hanno approfittato del rinvio per aumentare i prezzi, riportando il divario con le auto a combustione dal 30% al 40%. La decisione politica, pensata per dare respiro all’industria, ha quindi finito per rallentare la crescita del settore elettrico e creare un vantaggio competitivo per i produttori extraeuropei già in forte espansione.

Auto elettriche in crescita: +38% nelle vendite

A fronte di questa situazione, secondo il report, nel primo semestre 2025 le auto elettriche hanno registrato un incremento del 38% rispetto al 2024. La quota di mercato ha raggiunto il 16,6% e dovrebbe salire al 18% entro fine anno. Dal 2025 al 2027 la media europea sarà del 25% delle immatricolazioni.

Volkswagen ha segnato un +90%, Renault un +55%, solo Mercedes-Benz ha registrato un calo del 2%. La proroga concessa da Bruxelles ha frenato la corsa, determinando due milioni di vendite in meno nel triennio rispetto alle stime iniziali.

Bene tutte le case automobilistiche, tranne Mercedes-Benz

L’analisi di T&E mostra i margini di conformità. BMW è avanti con 13 gCO₂/km sotto i limiti, Stellantis di 9 e Renault di 2. Volkswagen rispetta i parametri senza margini residui. Mercedes-Benz invece resta indietro e dovrà acquistare crediti da Volvo e Polestar per colmare il gap. Secondo T&E, la scelta di puntare ancora sulla combustione spiega le difficoltà del marchio tedesco, mentre gli altri produttori hanno accelerato sugli investimenti elettrici.

I prezzi delle batterie e delle auto elettriche sono destinati a calare

Il rapporto sottolinea che i costi delle batterie sono destinati a scendere del 28% entro il 2027 rispetto al 2025 e del 46% entro il 2030. Già nel 2025 i modelli sotto i 25.000 euro raddoppieranno, arrivando a nove, e diventeranno 19 nel 2027. Due terzi saranno prodotti in Europa. Questa evoluzione rende le auto elettriche una scelta sempre più accessibile, riducendo il divario di prezzo con i veicoli a combustione.

Infrastrutture di ricarica in rapida espansione

L’EV Progress Report conferma la crescita della rete europea. I punti pubblici di ricarica supereranno 1,1 milioni nel 2025, cinque volte più che nel 2020. La copertura media è già al 174% rispetto agli obiettivi AFIR e il 77% delle autostrade dispone di colonnine veloci. Ciò garantisce viaggi senza ostacoli e rafforza la competitività delle auto elettriche sul mercato continentale.

I rischi per l’Europa della competizione globale

Il documento avverte che l’Europa non deve rallentare. In Cina la quota di mercato delle auto elettriche supererà il 30% entro il 2025, mentre in Vietnam è già al 42%, in Thailandia al 24% e in Indonesia al 13%. T&E avverte che un indebolimento delle regole Ue potrebbe lasciare spazio ai produttori asiatici, relegando l’industria europea a un ruolo marginale. Per questo l’associazione invita Bruxelles a mantenere intatti gli obiettivi del 2030 e del 2035.

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About Author / Alessandro Petrone

Giornalista da oltre 20 anni, nel corso della sua carriera si è occupato di politica, economia, attualità e costume. È stato Caporedattore e Direttore Responsabile per una Casa Editrice che pubblica magazine generalisti in Italia, Germania, USA e Cina. Ha scritto e collaborato con aziende e media che si occupano di automotive, con particolare attenzione ai temi della mobilità sostenibile. Si è avvicinato al mondo dell’energia lavorando come ufficio stampa per multinazionali del settore. Da allora, si occupa assiduamente di temi legati alla transizione energetica, soprattutto nel settore automotive, e alle energie rinnovabili, scrivendo per La Repubblica, AdnKronos, 9 Colonne, The Post International. È altresì appassionato di tecnologia, informatica, fotografia e cucina con un passato da attivista LGBTQIA+.