Il GSE pubblica i risultati delle manifestazioni di interesse: la seconda asta del FER X Transitorio ha catalizzato ben 273 proposte per un totale di 3 GW di capacità fotovoltaica. Confermato il contingente massimo da 1.6 GW per la procedura competitiva

Pubblicato il bando FER X per la prima asta per il fotovoltaico NZIA
È partito ufficialmente il conto alla rovescia verso la prima procedura competitiva dedicata a impianti fotovoltaici privi di componenti “made in China”. Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ha pubblicato ieri il nuovo bando del FER X Transitorio, l’avviso pubblico dell’asta per il fotovoltaico NZIA, ossia riservato a progetti in linea con le prescrizioni della legge comunitaria Net-Zero Industry.
Da programma le iscrizioni partono oggi 1 ottobre 2025 alle ore 12.00, rigorosamente attraverso il Portale FER-X, per interrompersi il 31 ottobre 2025 allo stesso orario. I soggetti interessati hanno quindi un mese di tempo per presentare i propri progetti e cercare di aggiudicarsi un posto in graduatoria.
Il contingente in gara
Una cosa è certa: le aspettative appaiono molto alte viste le manifestazioni di interesse che questa seconda asta del FER X Transitorio ha attirato. Secondo i dati condivisi ieri dallo stesso Gestore, sono pervenute ben 273 proposte per una capacità totale cumulata di ben 3.161 MW.
Ma il contingente messo a disposizione lascia ben poco spazio. Nel dettaglio il GSE ha confermato quanto già annunciato nelle scorse settimane: la procedura competitiva avrà come contingente obiettivo 900 MW, compreso tra un minimo di 200 MW e un massimo di 1.600 MW.
Come sono stati stabiliti questi valori? Il Gestore ha calcolato i contingenti sulla base delle manifestazioni di interesse pervenute e risultate idonee, definendo il valore minimo tra quello relativo definito dal Decreto Direttoriale e la somma delle potenze di tutte le manifestazioni stesse, decurtata del 10%.
Chi può partecipare all’asta fotovoltaico NZIA?
Per partecipare alla procedura competitiva i soggetti richiedenti devono rispettare una serie di requisiti soggettivi ed oggettivi. Tra i secondi è necessario citare il possesso, alla data di iscrizione, del titolo autorizzativo/abilitativo alla costruzione e all’esercizio. Oppure il provvedimento favorevole di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) o il decreto di non assoggettabilità a VIA.
Per i titoli ottenuti per silenzio assenso (es. PAS – Procedura Abilitativa Semplificata), si considera conseguito dopo 30 giorni dalla presentazione della documentazione, in assenza di dinieghi o sospensioni. È anche richiesta l’accettazione definitiva del preventivo di connessione da parte del Gestore di Rete e la registrazione dell’impianto sul Sistema GAUDÌ (solo gli impianti iscritti in forza della sola VIA/decreto di non assoggettabilità a VIA possono partecipare senza la validazione GAUDÌ).
Bando FER X, i non price criteria
Pare opportuno ricordare che questa seconda gara è la prima ad introdurre criteri diversi dal prezzo, i celebri non-price criteria introdotti dal Regolamento 2024/1735/UE (il Net-Zero Industry Act per l’appunto). In questo caso specifico i requisiti considerati si focalizzano soprattutto sull’origine dei prodotti e dei componenti principali impiegati negli impianti fotovoltaici
Nel dettaglio per essere ammessi all’asta i nuovi progetti possedere esclusivamente
- i moduli fotovoltaici non assemblati in stabilimenti produttivi cinesi o gestiti da imprese che abbiano sede legale centrale in Cina o appartenenti a gruppi societari il cui soggetto capogruppo abbia sede legale in Cina;
- le celle solari non prodotte in Cina o in stabilimenti di aziende cinesi;
- gli inverter non originari della Cina;
- almeno un altro dei componenti, contenuti nella lista dedicata alla tecnologia solare di cui all’Allegato al regolamento di esecuzione (UE) 2025/1178 del 23 maggio 2025, non Made in China.
Queste specifiche devono essere rispettate non solo negli impianti di nuova costruzione ma anche in caso di realizzazione di interventi di manutenzione, modifica e revamping che comportano la sostituzione dei componenti.
Non solo. Per moduli e agli inverter, il Soggetto Richiedente dovrà dichiarare di essere in possesso del “Factory Inspection Certificate”, impegnandosi a presentarlo all’atto della comunicazione di entrata in esercizio dell’impianto.
Di cosa si tratta? Dell’attestato di controllo del processo produttivo in fabbrica, documento rilasciato da un ente certificato (con i requisiti indicati nella Guida CEI 82-25) che valida l’origine del prodotto all’interno dell’Unione Europea.

Prezzi di esercizio
Il secondo bando FER X riporta ovviamente anche i Prezzi di Esercizio, valori aggiornati in base all’indice nazionale dei prezzi alla produzione industriale, per tenere conto dell’inflazione media cumulata tra l’entrata in vigore del DM FERX Transitorio (febbraio 2025) e luglio 2025. Il GSE riporta un Prezzo di Esercizio di 77,308 euro/MWh compreso tra un Prezzo Inferiore di 62,813 euro/MWh e uno Superiore di 91,804 MWh.
Da norma il regime prevede che i Soggetti Richiedenti, in fase di richiesta di partecipazione alle aste, presentino un’offerta di riduzione percentuale sul Prezzo di Esercizio Superiore.
“Ai fini della formazione delle graduatorie delle procedure competitive, la riduzione percentuale offerta assume un’importanza rilevante”, si legge nelle Regole operative del GSE. “Costituisce il principale criterio per il posizionamento degli impianti. Solo a parità di riduzione offerta, e in caso di saturazione del contingente, verranno infatti presi in considerazione gli altri criteri di priorità previsti”.











