Secondo lo studio della CGIA di Mestre, a Roma l'aumento spesa supera gli 800 milioni di euro. Camionisti e agricoltori minacciano la paralisi dei rifornimenti

Caro carburanti 2026: Roma e Lombardia le più penalizzate dai rincari
Il caro carburanti 2026 sta mettendo in difficoltà diversi settori economici del nostro Paese. I rincari del greggio, quindi del gasolio e la verde pesano su aziende e famiglie. Ma quali sono le zone più colpite dal boom di diesel e benzina. Roma non è solo la capitale politica dell’Italia, ma anche dei rincari legati al carburante. Nell’arco di tempo che va dal 2025 al 2026, a Roma si stima un aumento della spesa pari a 823 milioni di euro, con una crescita media mensile di 68,5 milioni. Per le regioni, invece, il record negativo spetta alla Lombardia, mentre a livello nazionale, 1,1 miliardi di euro in più è quanto spenderanno le famiglie solo in carburanti e solo ad ottobre, rispetto allo stesso mese del 2025.
Caro carburanti 2026: colpite le grandi città
Dicevamo di Roma, in testa ai rincari, soprattutto perché pesa l’elevato numero di residenti e quindi di auto immatricolate che fanno volume. Oltre a questo, nella Capitale circolano molti mezzi pesanti che appartengono alle imprese di autotrasporto. Ma più ampiamente sono le grandi città a soffrire di più. Milano segue con +49,5 milioni di euro, poi Napoli con 39,6 milioni, Brescia +31,2 milioni, Torino +27,8 e Bari +25,6. I dati sono diffusa da uno studio di Cgia di Mestre, che mette in relazione i prezzi medi della benzina verde e del gasolio per autotrazione pagati nel 2025 con quelli del 2026, ipotizzando che quest’anno si consumi la stessa quantità di carburante dell’anno scorso.
Il conflitto in Medioriente ha avuto il suo peso, nel prezzo medio alla pompa della benzina verde, che è salito del 29,1%, mentre il gasolio ha subito una vera impennata, addirittura del 36,6 per cento. I prezzi sono ormai intorno a 2,1 e ai 2,3 euro al litro e per il 2026, la Cgia stima un aggravio complessivo a livello nazionale pari a circa 13,6 miliardi di euro, pari al 20,4% in più.
Le regioni con la maglia nera
A livello regionale, invece, il peso è differente. Gli aumenti più rilevanti sono sulla Lombardia con +163,9 milioni di euro, l’Emilia Romagna (+111,1 milioni) e il Veneto (+106,1 milioni). Il Lazio, nonostante Roma, è quarto con un incremento stimato di oltre 1,2 miliardi per tutto il 2026 e mensile di +104,7 milioni per ottobre 2026 pari al 19,8 per cento in più.
Protesta degli autotrasportatori
Nel frattempo si fa preoccupante la situazione per il settore dell’autorasporto. Dal Sud monta la protesta dei camionisti, dalla Sicilia alla Campania, che chiedono risposte sul caro gasolio e minacciano di paralizzare il traffico sulle autostrade se il Governo non offrirà risposte. La mobilitazione vede presidi territoriali tra Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia, sta comportando una serie di disagi che investono molti degli aspetti della vita dei cittadini. Inoltre, la condizione complessa si riverbera anche nei negozi e supermercati, con scaffali di frutta e verdura semi-vuoti, a causa della difficoltà dei rifornimenti. Ma, mancherebbero anche altre tipologie di beni, come elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo. “Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori” ha dichiarato il vice presidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, sulle conseguenze del blocco dei Tir.
Caro carburanti 2026: commento di Salvini
Sulla situazione, il commento del ministro, Matteo Salvini, che domani mattina alle 10 incontrerà in prefettura le sigle nazionali e alle 15 al provveditorato le sigle locali. “Cercheremo di fare tutto il possibile sbloccando fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettendo altri soldi per superare degli ostacoli e delle tasse europee che in questo momento sono insostenibili“, ha evidenziato Salvini
Agitazione degli agricoltori siciliani
Anche gli agricoltori siciliani, liberi da qualunque tessera associativa, chiedono di essere convocati dal Ministero competente per rappresentare i loro problemi legati al caro gasolio. “Basta dare un’occhiata al recente passato e ci si rende conto che mobilitazioni di questo genere si ripetono sempre più frequentemente. È ormai evidente che in assenza totale di risposte strutturali questa spirale pericolosa trascinerà migliaia di piccole e medie aziende alla chiusura” lo dice una nota del comitato agricoltori Sicilia coordinato da Mariano Ferro storico leader dei Forconi.












