Il Segretario all'Energia Ed Miliband ha presentato un pacchetto di misure orientate a consolidare più velocemente la sicurezza energetica nazionale. L’obiettivo? Accelerare sulle rinnovabili per “riprendere il controllo dell’energia”.

UK, accelerare le rinnovabili contro la crisi energetica
Come risponde una potenza quale la Gran Bretagna alle nuove minacce alla sicurezza energetica nazionale? Premendo l’acceleratore sull’energia pulita. Mentre da un lato consolida il piano di rafforzamento della flotta nucleare, dall’altro il governo UK presenta un nuovo pacchetto di misure a sostegno della transizione. Dall’anticipazione della prossima asta di Contratti per Differenza (CfD) per le rinnovabili, al supporto del fotovoltaico da balcone. A illustrare gli interventi, il Segretario all’Energia Ed Miliband, annunciando anche misure immediate a tutela dei consumatori sotto il profilo dei prezzi dei carburanti.
“Gli eventi globali dimostrano che non c’è un attimo da perdere nella nostra corsa verso l’energia pulita, perché non può esserci sicurezza energetica finché dipendiamo dai combustibili fossili”, ha dichiarato Miliband. “Annuncio quindi una serie di iniziative per accelerare la nostra missione a favore dell’energia pulita: anticiperemo la prossima gara statale per le energie rinnovabili a pochi mesi dalla nostra asta di maggior successo, renderemo il solare plug-in disponibile per la prima volta in Gran Bretagna e accelereremo il nostro piano per il riscaldamento delle case”.
Asta rinnovabili UK, verso un nuovo record?
La decisione di bruciare i tempi non sorprende troppo in realtà. L’ultima asta per le rinnovabili – nota come Contracts for Difference AR7 – ha ottenuto risultati ottimi. E non solo perché ha garantito il più grande singolo appalto di energia eolica offshore nella storia europea con capacità record di 8,4 GW. La gara ha assegnato CfD anche a 157 impianti fotovoltaici per una capacità totale di 4,9 GW – il 50% in più rispetto al bando precedente – da realizzare tra il 2027 e il 2029. Il punto di forza? Il prezzo raggiunto all’asta è stato di 65,23 sterline per MWh (circa 75 euro), oltre il 10% più economico rispetto al sesto round di allocazione CfD.
Non solo. L’asta è stata combinata per la prima volta con il Clean Industry Bonus che ha permesso, a fronte di un investimento pubblico di 204 milioni di sterline per incentivare l’occupazione e le filiere produttive nazionali, di generare 3,4 miliardi di sterline di investimenti privati. Risorse che confluiranno nel settore manifatturiero, nelle fabbriche e nei porti britannici.
Oggi dunque la Gran Bretagna rilancia e, confermando l’intenzione di aprire il prossimo ciclo di assegnazione del contingente rinnovabile a luglio 2026, cerca di offrire certezza agli investitori nel settore delle FER.
Certezza che verrà assicurata anche attraverso uno snellimento dell’iter. Il governo ha promesso di applicare gli “insegnamenti” della Fingleton Review – rapporto indipendente che mostra come tagliare la burocrazia e velocizzare i cantieri per il nuovo nucleare – alle infrastrutture solari, eoliche e alle reti di trasmissione, assegnando loro la medesima priorità strategica e urgenza operativa riservata all’atomo.
Sì al fotovoltaico da balcone
Il governo collaborerà a stretto contatto con gli enti competenti, le associazioni dei consumatori e l’industria per introdurre nuovi standard e modificare le normative, al fine di immettere sul mercato il prima possibile pannelli solari plug-in, detti anche fotovoltaico da balcone. Si tratta di un’applicazione popolare in alcune nazioni europee come ad esempio la Germania, che non era mai stata normata nel Regno Unito, che offre il grande vantaggio di una rapida installazione a livello urbano, anche dove non sono disponibili tetti o coperture adatte.
Di pari passo il Governo si impegna ad accelerare l’attuazione del Warm Homes Plan da 15 miliardi di sterline, che fornirà sovvenzioni e prestiti senza interessi per l’energia solare, le batterie, le pompe di calore e altri interventi di efficientamento energetico delle abitazioni britanniche.
“Tutto ciò che facciamo – ha rimarcato Miliband – ha un unico scopo: difendere gli interessi del popolo britannico riprendendo il controllo della nostra energia”.












