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Auto elettrica a 15.000 euro? Se ne venderebbero fino a 3 mln l’anno

Al massimo 15mila euro per comprare una piccola BEV elettrica ma fatta in Europa. Lo sostiene uno studio europeo secondo cui se ne venderebbero fino a 3 milioni l'anno

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Auto elettrica a 15.000 euro? Se ne venderebbero fino a 3 milioni l'anno
Immagine di Fondazione per la Natura e l’Umanità

Auto elettrica low-cost prodotta in Europa: come sarebbe

Un’auto elettrica pura, prodotta in Europa, e venduta ad un prezzo super concorrenziale: non più di 15.000 euro e 3 milioni di vendite potenziali. Non è una boutade, ma la questione serissima, è stato oggetto di uno studio in Francia, prendendo in esame il mercato francese, italiano e tedesco, e portato avanti dalla Fondazione per la Natura e l’Umanità e l’Istituto per la Mobilità in Transizione, in collaborazione con la società di consulenza C-Ways. La situazione europea dell’automotive è uno dei problemi centrali dell’economia continentale, scossa dall’export massiccio di prodotti cinesi a prezzi più bassi dei car maker europei. Anche se la quota di mercato di auto a batteria ha superato il 21% nella media europea, la transizione impiega i suoi tempi per entrare nelle abitudini diffuse dei consumatori.

Uno dei problemi d’ingresso, come abbiamo evidenziato in molti articoli precedenti sul tema, è il prezzo d’acquisto. Le BEV hanno prezzi più alti dell’identico segmento endotermico o ibrido, ed anche se si stanno livellando la percezione diffusa è questa. Ma se l’Europa, come chiesto anche da Ursula von der Leyen, fosse in grado di produrre in casa una piccola elettrica a prezzi bassi, allora la rotta potrebbe invertirsi con una certa rapidità. Una BEV ad un prezzo inferiore a 15.000 euro? Possibile.

Come sarà l’auto da 15mila euro

Lo studio francese prende in considerazione l’idea di un’automobile piccola, inferiore a 3,60 metri di lunghezza, omologata al massimo per quattro posti e un peso inferiore a 800 kg. Con queste dimensioni e questo peso, la batteria non dovrebbe superare la capacità di 15-22 kWh che comporterebbe un’autonomia per uso urbano. Tra 140 e 200 km, ma senza la ricarica fast, piuttosto quella più lenta che richieda almeno 6 ore.

Prestazioni ridotte

Capitolo prestazioni. Idem. Ridotte, per una velocità massimale di 110 km/h adatta per un uso cittadino, al massimo per la tangenziale o piccoli spostamenti su strade a scorrimento veloce. Insomma, una soluzione più grande di una microcar, ma non troppo.

Tre milioni di vendite

Secondo lo studio, con queste caratteristiche si raggiungerebbe un target di vendite molto alto: fino a 2,5 milioni di auto vendute in Europa all’anno, tra il 2030 e il 2035, per poi salire a 3 milioni una volta che il mercato sarà maturo, quasi il 20% delle vendite di autovetture nell’UE. Attenzione, si tratta di un potenziale di mercato, non di una previsione di vendita anche perché i produttori di auto devono essere in grado di realizzare l’auto. Circa il 40% di queste vendite andrebbe a sostituire le vendite di veicoli nuovi dei segmenti A e B, mentre il restante 60% andrebbe a sostituire gli acquisti di auto usate. 

Beneficio climatico

Prezzo basso e beneficio climatico immediato. Sostituire un’auto con motore a combustione interna di segmento B, vecchia di dieci anni e già in produzione, con uno di questi veicoli ridurrebbe le emissioni di gas serra legate alla produzione e all’utilizzo di un fattore compreso tra 3 e 3,5, a parità di distanza percorsa. Inoltre, sostituendo i veicoli elettrici di segmento A e B, più pesanti, questi veicoli ridurrebbero il consumo di elettricità del parco veicoli di circa 26 TWh all’anno a partire dal 2035, pari a circa l’1% dell’attuale consumo di elettricità dell’UE, e ridurrebbero il consumo di litio di circa 6.000 tonnellate all’anno, ovvero 52 GWh in meno di capacità di batterie da produrre.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.