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E-Car fatte in Europa: piccole, economiche ed elettriche

Small affordable car sono le piccole auto elettriche che saranno prodotte in Europa: ecologiche, economiche ed a batteria

Cosa sono le E-Car fatte in Europa?
Immagine realizzata con IA

Cosa sono le Small Affordable Cars

L’Europa delle auto elettriche attende il suo momento di gloria nel mercato delle BEV con la produzione delle piccole E-Car. Nel pacchetto auto che la Commissione europea ha presentato lo scorso 16 dicembre, che rivede i parametri dello stop alle auto termiche al 2035, sono chiamate Small Affordable Cars.

Piccole auto accessibili, aggiungiamo elettriche, perché è questo che Bruxelles chiedi ai produttori europei per competere con il mercato delle auto a batteria, dove quelle asiatiche fanno la parte del leone. Ma perché i burocrati dell’Ue puntano così tanto su queste auto elettriche di piccole dimensioni?

Piccole e-car ispirate al Giappone

Fino ad oggi, in Europa, più che le city car a batteria sono arrivate SUV e comunque segmenti medio-grandi, con una barriera economica che ha rallentato l’ingresso di questa nuova generazione. L’Europa per abbattere i costi di produzione, quindi quelli finali al consumatore ha stabilito delle caratteristiche precise.

Le piccole elettriche fatte in Europa dovranno essere lunghe al massimo 4,2 metri, ispirate alle mitiche kei-car giapponesi, che sono ancora più piccole di 3,4 x 1,48 metri, hanno un motore da massimo 64 CV di potenza e cilindrata non superiore a 660 cc. Delle city car perfette per muoversi nelle strade brulicanti delle città, che ospitano al massimo quattro persone in tutto, ma che per essere realmente confortevole non dovrebbero trasportare più di tre persone.

In realtà, se l’ispirazione ci porta in Giappone, considerate le misure dettate dalla Commissione, si tratta per lo più di auto del segmento A con cilindrata superiore alle kei-car giapponesi, in cui già rientrano la Renault 5, Grande Panda, Dacia Spring, Opel Corsa, Peugeot 208, solo per citare alcuni modelli disponibile.

Le elettriche valgono di più

Oltre alle dimensioni, quelle presenti in Giappone costano anche molto poco, anche meno di 10mila euro. Bruxelles intende imitare questo modello, offrendo anche un meccanismo di supercrediti ai costruttori. I costruttori di auto, infatti, potranno sovrastimare il contributo delle e-car europee alla riduzione delle emissioni di CO2.

Cioè valutare una smart affordable car non come una sola unità, ma all’incirca il 30% in più, quindi avranno un coefficiente di 1,3 con un impatto notevole sulla riduzione delle emissioni, che dal 2035 dovranno essere ridotte al 90% e non più al 100%.

Vantaggi delle piccole e-car

La Commissione che nei prossimi mesi modificherà il Regolamento 2018/858, proporrà vantaggi concreti per le auto elettriche di piccole dimensioni attraverso una raccomandazione agli Stati membri. Ecco quali saranno:

  • bonus di acquisto,
  • programmi di rottamazione,
  • condizioni di parcheggio favorevoli,
  • esenzioni o riduzioni del pedaggio,
  • ricarica a tariffa ridotta.

Tetto massimo al prezzo delle auto elettriche

Le piccole auto elettriche, come aveva annunciato anche Ursula von der Leyen avranno un prezzo compreso massimo tra 15.000 e 20.000 euro, probabilmente rinunciando a qualche dispositivo di sicurezza di cui sono dotate le auto di dimensioni più grandi dai costi ben più elevati.

Si tratta di un compromesso accettabile che tiene conto dei costi e dell’incolumità degli automobilisti europei. Questa nuova normativa, che porta una serie di benefici per i costruttori in termini di supercrediti, sarà bloccata per 10 anni, dando così ai brand europei un orizzonte temporale per i loro programmi di produzione industriale.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.