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Salone dell’auto di Parigi: tutte le curiosità, prototipi e tendenze

Salone di Parigi 2026: siamo stati all'evento europeo più importante per il mondo dell'auto. Ecco cosa abbiamo visto e quello che arriverà

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Salone dell'auto di Parigi, prototipi, tendenze e quello che vedremo: tutte le curiosità
Immagine di Paolo Travisi

Salone auto Parigi 2026: cosa arriverà sulle strade italiane?

Novità di tanti brand cinesi, ma stavolta a rubare la scena nell’estetica e nel design siamo noi italiani, noi europei, con concept che anticipano tendenze e dimostrano le linee del futuro e le potenzialità della tecnologia unita al bel tratto.

Ecco cosa abbiamo visto al Mondial de l’Auto di Parigi di 2026 (dal 12 al 18 ottobre), gli highlights di questa edizione in cui l’Europa dà un segnale forte: ci siamo, ed il design è materia nostra. Non è affatto casuale, che duranta la giornata d’inaugurazione il Presidente francese Macron girasse per i padiglioni ricchissimi di Stellantis, accompagnato da John Elkann ed il Ceo Filosa. Ma oltre la politica industriale, ecco una carrellata di promesse e novità tra i 60 brand presenti in questa ricca edizione.

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Sotto il cofano 2 cavalli: Citroen

Dobbiamo dire che il padiglione dedicato al gruppo Stellantis che con oltre 5.000 metri quadrati e otto brand, era quello più ricco di novità esteticamente interessanti, a cominciare da Citroen 2CV Concept, la mitica due cavalli apparsa nell’Europa post-bellica nel 1948 e rimasta in circolazione fino al 1990 quando fu prodotto l’ultimo esemplare. Nel 2026 viene riproposta con questo design che richiama fedelmente l’originale in chiave contemporanea, con interni quasi da cartoon della Pixar. Ma questa brillante francese arriverà entro il 2028, sarà dunque un E-car europea, per il segmento A, insomma una city car a costi accessibili, ovvero 15.000 euro (come ha chiesto Ursula von der Leyen).

  • Esterni ed efficienza: Carrozzeria con pannelli piatti, componenti semplici (come i cerchi in acciaio da 18″) e luci a LED. Il peso contenuto entro i 1.000 kg riduce i consumi e permette di adottare una batteria più piccola ed economica.
  • Interni e abitabilità: L’abitacolo ospita quattro posti disposti su due panche essenziali. La panca anteriore e il cestino portaoggetti sul pavimento sono estraibili per essere usati all’esterno come arredo.
  • Tecnologia e comandi: La dotazione include una radio portatile ed estraibile chiamato Radioen, un tablet per l’infotainment da 8 pollici, comandi fisici per il clima, volante monorazza e uno schermo head-up display compatto alla base del parabrezza.
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Alfa brilla con Cuorerosso

C’è tanta Italia al Salone di Parigi. E per fortuna, il nostro design è inconfondibile, soprattutto quando si mettono insieme il rosso e Alfa Romeo. Il risultato è Cuorerosso, concept di una supercar italiana che mette paura, nel senso buono. Bellissima da vedere, nulla da invidiare a Ferrari, sicuramente il prototipo su cui nessuno ha potuto staccare gli occhi. Lunga 4,70 metri e 2,93 di passo, ha proporzioni da granturismo quattro porte con l’altezza limitata a 1,33 metri. Probabile che Cuorerossa sia di ispirazione per i modelli Alfa che nel 2027 e 2028 arriveranno per rinfrescare una flotta che deve tornare ad essere al passo con i tempi per competere. Ci aspetterà un segmento C? Un crossover? Vedremo.

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Salone auto Parigi: Fiat si fa in 3?

Immagine di Paolo Travisi

Lanciata come la prima auto 3 in 1, Fiat Multiplay è un gioco industriale di alto livello. Gioco perché richiama nelle parole, più che nelle forme, la Multipla, auto familiare iconica del brand italiano. Di fato è un concept, e forse rimarrà tale, ma serve all’azienda torinese per dimostrare che le idee ci sono. Può essere una monovolume, ma si trasforma anche in un pick-up o diventa un SUV a seconda dell’occasione: potrebbe ospitare 6+1 passeggeri o solo 4 dipende da cosa serve. Insomma è bello vedere che il Tricolore sventola forte a Parigi.

Dacia Spring, il sequel

Non è un concept, ma un’auto solida, al 100% elettrica, che piace molto al mercato europeo. Dacia rinnova l’estetica della Spring, un vero cavallo di battaglia delle BEV del segmento A, che prima dell’arrivo di Leapmotor ha conquistato gli italiani, essendo l’elettrica più venduta. Poi con la T03 tutto è cambiato, ma Dacia porta al Salone di Parigi, in anteprima mondiale, la seconda generazione di Spring con un prezzo da battaglia: inferiore ai 18.000 con cui intende perseguire il suo obiettivo di democratizzare l’elettrico.

Nuova Spring: Anteprima mondiale della seconda generazione di Spring. Il modellio elettrico del segmento A, prodotto in Europa, prosegue il processo di democratizzazione della mobilità elettrica con un prezzo di ingresso inferiore a € 18.000. Inaugura anche la futura famiglia dei veicoli elettrici destinata ad arricchirsi ulteriormente entro il 2030.
Striker: Anteprima mondiale del nuovo crossover del segmento C. Striker, fungendo da complemento a Bigster, amplia l'offerta Dacia con una gamma di motorizzazioni multi-energia che comprende versioni ibride e GPL. Disponibile a un prezzo di listino inferiore ai 25.000 €, è stato progettato per conquistare nuovi clienti privati e aumentare l'offerta di Dacia nel mercato BtoB.
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Vicino alla Spring, un’altra anteprima mondiale, Striker, crossover del segmento C che allarga la famiglia del brand del gruppo Renault, con un’auto che si lega alla Bigster, a sua volta derivata dalla Duster. Per la Striker il prezzo di partenza è al di sotto dei 25mila euro. Come al solito, Dacia punta su proposte concrete, valide e accessibili.

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Renault torna in E-Space

La maison francese dell’auto torna di nuovo negli anni Ottanta, ultimamente lo fa spesso, prima con R5, poi R4 ed ora rivisita un’auto iconica, la grande monovolume Espace, nata nel 1984 per le esigenze di famiglie numerose, ma stavolta a Parigi è in mostra come esempio futuristico, reinterpretando il celebre concetto di voitures à vivre in alternativa a SUV e berline. Caratterizzata da una carrozzeria fluida ed essenziale lunga 4,70 metri con profilo monovolume, la vettura vanta una spettacolare cabina quasi interamente vetrata che inonda di luce naturale l’abitacolo. All’interno, concepito come uno spazioso salotto modulabile con pianale piatto, trovano posto sei sedili singoli orientabili e configurabili faccia a faccia, arricchiti da tavolini, console scorrevole con frigorifero e schermi.

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Volkswagen in pompa magna

Il più grande gruppo europeo è presente con tutti i suoi brand più importanti al Salone di Parigi: Volkswagen, Cupra, Skoda, Audi. Intanto il Ceo Olivier Blume ha dichiarato apertamente le intenzioni da perseguire: “I nostri veicoli devono essere completamente elettrici, genuinamente europei ed economici allo stesso tempo”, una vera dichiarazione di intenti che segue all’efficientamento del gruppo che ha ridimensionato la produzione annuale da 12 a 9 milioni, ottimizzando le risorse (i tagli sono pensionamenti, prepensionamenti e astensioni volontari non rimpiazzati) e gli stabilimenti produttivi. Il piano di VW è allargare la famiglia delle auto a zero emissioni che comprende quattro modelli sviluppati da tre brand del Gruppo: le Volkswagen ID. Polo e ID. Cross, la CUPRA Raval e la Škoda Epiq, tutte presenti al salone.

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Prosegue l’assalto dei cinesi: ma il design è materia Ue

In questo articolo noterete l’assenza dei brand cinesi che c’erano in modo massiccio: BYD, Chery, XPENG, Zeekr, Geely, Changan, AITO, Avatr. Alcuni già sono conosciuti, altri stanno arrivando, ma abbiamo voluto dare spazio alla riscossa europea. Campanilismo? Probabilmente, si. Le auto cinesi si stanno imponendo con forza sul mercato europeo, ed in diverse occasioni su queste stesse pagine abbiamo scritto di quanto la Cina sia avanti nella tecnologia delle auto elettriche e nella produzione delle batterie, ma c’è una cosa che mi resta impressa in questo salone: il nostro design.

Un concetto che forse stiamo dimenticando. La bellezza delle linee, l’estetica è pane per i nostri talenti italiani ed europei e su questo la Cina continua a rincorrerci. Prova a disegnare auto dall’estetica europea, si rivolge ai nostri designer, perché spesso le auto cinesi viste in carrellata danno l’idea di essere molto simili, di non avere un’idea che parta dal disegno. Però sono i dati che fanno il mercato e nel secondo trimestre del 2026 i marchi cinesi hanno raggiunto il 10,7% del mercato europeo, dominando oltre il 26% del mercato delle ibride plug-in in Europa occidentale (da qui la richiesta a Pechino di dimezzare l’export).

Gli assenti al Salone auto Parigi

Tantissime presenze, gli europei in massa al Salone per dimostrare che l’industria Ue c’è e vuole la sua parte, ma le defezioni di nomi grossi pesano. Uno su tutti BMW e MINI che all’ultimo momento hanno scelto di non venire più. Mercedes, invece, era presente con uno stand importante ma non ci sono state presentazioni, piuttosto l’esposizione della gamma disponibile rivolta ai consumatori e non ai media. Assenti anche le supercar come Ferrari, Porsche, Maserati e Lamborghini. Invece, si è sentita la mancanza di Toyota, il più grande produttore al mondo che era presente solo con un’area dedicata all’innovazione, mentre nessuna sorpresa da Jaguar, fresca di novità con la sua elettrica e persa anche Nissan, che ha lanciato negli ultimi mesi Micra e Leaf ma sembra essere alla ricerca di una sua identità nel mercato europeo.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.