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Finalmente è di nuovo Smart. Torna l’iconica due posti con Smart #2. Ecco com’è

E' arriva la Smart #2, il gioiellino da 2 posti tanto amata da italiani e francesi. Siamo stati al Salone di Parigi e l'abbiamo vista da vicino

Finalmente è di nuovo Smart. Torna l'iconica due posti con Smart #2. Ecco com'è
Immagine di Paolo Travisi
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Smart è tornata: la nuova #2 debutta a Parigi tra nostalgia, tecnologia e 290 km di autonomia

Dopo tanti rumor, finalmente è tornata,. E’ un mormorio continuo quello che si sente al Mondial de l’Auto di Parigi 2026 – dove siamo stati invitati all’anteprima mondiale dell’iconica due posti – serpeggia tra giornalisti ed addetti ai lavori. L’hype più grande è per questa vetturina lunga appena 2,75 metri (6 centimetri in più della versione precedente), con tanto di selfie che immortalano il momento.

Per gli smartisti è davvero un’ottima notizia, per il resto del mercato bisogna vedere come reagirà. Ma le aspettative di Smart, nata da una costola di Mercedes e prodotta da Geely – sono altissime. Dicevamo, mancava al mercato e mancava soprattutto a chi affolla ogni giorno il traffico e la caccia al parcheggio nelle metropoli: Smart #2 è ufficialmente tornata. Anzi It’s back, come recita il claim al Mondial de l’Auto di Parigi. Giunta alla sua quarta generazione, la vettura è frutto della sinergia che vede il design firmato Mercedes-Benz e la produzione industriale localizzata in Cina.

immagine redazione

A prima vista, non sembra essere cambiato molto dalla Smart ForTwo EQ, la versione elettrificata prodotta quando esisteva anche quella a benzina. Le linee estetiche, infatti, non stravolgono il passato, confermando una scelta precisa dei designer. Allontanarsi dall’originale? Perché, se ha funzionato così bene. Insomma non c’è voglia di stupire, ma di far tornare ad innamorare gli italiani, o meglio gli europei, anche se Italia e Francia sono i due Paesi dove Smart ha fatto davvero i suoi numeri. Vi spoileriamo subito l’aspetto più interessante: l’autonomia arriva a 290 km.

Design bello come un tempo

Il design comunque, sfoggia forme più morbide e tondeggianti, soprattutto nella parte posteriore. La carrozzeria, come abbiamo detto misura 2,75 metri di lunghezza e si presenta un po’ più larga, mantenendo però inalterate le proporzioni dell’iconica due posti. Andiamo al sodo con le motorizzazioni: una sola batteria per i 4 allestimenti: Pure, Pure+, Premium, Couture (in edizione limitata a 999 pezzi).

Quale motore?

Batteria da 36 Kwh, che sviluppano una potenza di 60 kW per 82 CV, che portano la piccolina da 0 a 100 km orari in 11,6 secondi. Velocità massima a 140 km/h. Qui sotto la scheda riassuntiva

  • Potenza massima: 60 kW (82 CV) con coppia massima di 130 Nm
  • Accelerazione 0-100 km/h: 11,6 secondi
  • Velocità massima: 140 km/h
  • Consumo energetico: 13,6 kWh / 100 km

La scelta di una sola batteria e di un’unica potenza per tutti risponde alla necessità industriale di semplificare, ottimizzare, risparmiare. Ma va bene così, anche perché per gli amanti del brivido arriverà anche la Brabus.

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Quanto tempo per la ricarica

Addio ai limiti del passato, mi riferisco ai 100 km che la ForTwo EQ permetteva di fare. Erano altri tempi è vero, ma questo ha portato ad un certo scetticismo verso la smartina. Ora che le batterie lo consentono (monta un Catl) l’autonomia sfiora i 300 km in WLTP, consentendo anche uscite fuori porta senza alcuna ansia da ricarica. La vettura adotta un pacco batterie con chimica LFP (Litio-Ferro-Fosfato) con capacità di 35,8 kWh.

La scheda sui tempi e modalità di ricarica:

  1. Ricarica rapida in corrente continua: supporta una potenza massima fino a 65 kW, permettendo di passare dal 10% all’80% in soli 20 minuti.
  2. Ricarica in corrente alternata: la versione base Pure carica in monofase fino a 7,4 kW (10-80% in circa 5 ore), mentre a partire dalla versione Pure+ si sale alla trifase da 11 kW (10-80% in circa 3 ore).
  3. Tecnologia V2L (Vehicle-to-Load): consente di alimentare o ricaricare dispositivi elettrici esterni tramite un accessorio dedicato, trasformando l’auto in un vero e proprio generatore portatile.

Architettura, motore e la leggendaria manovrabilità

Molto importante la manovrabilità della Smart #2, fondamentale per muoversi nelle strade cittadine, anche gli spazi più stretti; infatti il diametro di sterzata è di 6,95 metri, una specifica di prim’ordine che garantisce facili inversioni di marcia (dove possibile) e parcheggi imbattibili. Inoltre la configurazione a trazione posteriore invia la coppia direttamente sull’asse posteriore per assicurare lo spunto scattante tipico dei “stop-and-go” cittadini.

Molto belli i fari CyberSparks LED con abbaglianti automatici, per non parlare del sistema di apertura del bagagliaio, chiamato tecnicamente Split Tailgate, in cui si apre prima il vetro superiore e poi la ribaltina inferiore, che regala una capacità di carico estesa a ben 305 litri. Anche più spaziosa della versione precedente.

Sotto la scocca debutta un’inedita e sofisticata architettura di sospensioni al retrotreno multilink a 5 bracci, progettata per assorbire al meglio buche, avvallamenti, insomma le asperità urbane garantendo al contempo stabilità a velocità elevate.

Abitacolo hi-tech, dotazione di sicurezza e i quattro allestimenti

All’interno dell’abitacolo è il consueto salottino Smart, grande nel piccolo. Si percepisce la qualità dei materiali usati, il design ricercato, meno essenziale rispetto a quello delle versioni precedenti. La plancia è dominata da un touchscreen centrale da 10,1 pollici per l’infotainment, abbinato a un cruscotto digitale dietro al volante.

Utile o forse no, ma comunque originale, il designer ha concepito gli interni come un unico sedile, cioè sono due poltrone separate, ma se si alza il bracciolo centrale si può scivolare da una parte all’altra. Per intenderci: si entra a sinistra e si esce a destra.

Molto belle anche le bocchette dell’aria che sembrano a tutti gli effetti la turbina di un aereo. Essendo il sottoscritto un fiero sostenitore dei comandi fisici, sono ben contenti che Smart abbia scelto di inserirli per aprire i finestrini ad esempio, e comunque sono integrati nel monitor centrale. Eccezionale la dotazione di sicurezza passiva e attiva: la vettura integra 7 airbag di serie e c’è anche il pacchetto smart Pilot Assist con Adaptive Cruise Control Stop & Go, l’assistenza di guida in autostrada, il mantenimento della corsia e monitoraggio dell’angolo cieco.

Quattro allestimenti: la scheda

Dicevamo che Smart #2 ha puntato su una sola motorizzazione, ma ha arricchito la scelta con quattro allestimenti. Si parte dall’entry level Pure fino alla Couture Edition per collezionisti, visto che sarà limitata a 999 pezzi unici. Vediamo nella scheda il dettaglio dei quattro allestimenti:

  • Pure: l’accessibile versione d’attacco con ricarica AC da 7,4 kW, fari LED, portellone sdoppiato e suite completa di ADAS.
  • Pure+: aggiunge la ricarica in AC potenziata a 11 kW e il sedile del conducente riscaldabile.
  • Premium: il livello superiore con tetto panoramico in vetro, impianto audio Sennheiser a 7 altoparlanti, Ambient Lighting+ a 256 colori, interni e volante riscaldabili in pelle sintetica, cerchi Aero da 16″ Xora e verniciatura bicolore.
  • Couture Edition: serie esclusiva numerata d’ispirazione alta moda, caratterizzata da vernice opaca Atelier White Matte, tetto e dettagli esterni in Platinum Gold, cerchi da 16″ Lyra e interni total black con finiture dorate.

Prezzi, tempi di consegna e prospettive di mercato

Alla fine di tutto. Quanto costa? Prezzo di lancio parte da 19.900 euro per la versione Pure e raggiunge i 24.900 euro per la Couture Edition. L’auto è già ordinabile, ma per vederla circolare sulle strade italiane bisognerà attendere la metà del 2027, a causa dei tempi di avviamento della produzione in serie.

Nata come prodotto globale, la Smart #2 non sarà destinata esclusivamente all’Europa, ma debutterà sul mercato interno cinese con successive incursioni oltremare. In attesa dell’omologazione finale UE e delle prime prove su strada — che confermeranno se lo spunto al semaforo sarà all’altezza delle sue antenate — gli appassionati dovranno aspettare ancora un po’ per vederla in giro, mentre la Smart, intesa come azienda, resta col fiato sospeso perché il futuro dell’azienda (che non brilla per vendite in Italia) è riposto nelle mani della piccola smartina.

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About Author / Paolo Travisi

Paolo Travisi ha iniziato il suo percorso da giornalista nel 2004, come redattore del network televisivo 7Gold, una palestra professionale incredibile in cui è diventato giornalista professionista, realizzando servizi tv, dalla cronaca alla cultura, e collaborando a programmi e talk condotti da professionisti quali Aldo Biscardi, Alessandro Milan, David Parenzo. In parallelo all'esperienza televisiva, ha iniziato a scrivere per Il Messaggero web, all'epoca guidato da Davide Desario (attuale direttore di Adn Kronos) e poi a scrivere di scienza, tecnologia e cultura anche per l'edizione cartacea. La passione per la scrittura e la scienza, lo ha portato a collaborare con la “storica” rubrica TuttoScienze de La Stampa, con interviste a scienziati italiani ed internazionali. Dalla scienza alla sostenibilità, con la collaborazione con Green&Blue di Repubblica. Per Rinnovabili scrive quotidianamente e con grande entusiasmo di mobilità elettrica, realizza test drive delle auto e video per le pagine social.