Metafora del voto nazionale: la vittoria dem in Texas, grande produttore di petrolio, dimostra che i cittadini sono frustrati perché pagano un alto prezzo per la benzina.

Le elezioni di midterm del 2026 sono state una disfatta per il Partito Repubblicano
Più che un’onda blu uno tsunami che si estende da una costa all’altra degli Stati Uniti: i democratici hanno ripreso in mano seggi rimasti per decenni in mano ai repubblicani e acquisito collegi della Camera che per tanto tempo erano sembrati inaccessibili. Le elezioni di midterm del 2026 sono state una disfatta per il Partito Repubblicano: il Partito Democratico ha conquistato il controllo del Senato e della Camera.
I candidati democratici hanno vinto i seggi per il Senato in diverse roccaforti repubblicane, come Texas, Carolina del Sud, Ohio, Iowa e, per la prima volta dopo oltre 90 anni, Kansas. Quest’anno trentasei stati hanno eletto il loro Governatore, tra questi ci sono la maggior parte degli stati in bilico decisivi per le presidenziali. Il risultato di queste elezioni di metà mandato avrà un grande impatto sul futuro dell’energia negli USA.
Gli alti prezzi di benzina e diesel sono stati il tema centrale della campagna elettorale. Tra Michigan, Georgia, Pennsylvania, Nevada, Arizona, Carolina del Nord, Wisconsin e Ohio la spesa complessiva delle famiglie per l’energia elettrica e i carburanti è aumentata tra il 13% e il 17% nei primi sette mesi del 2026 rispetto all’anno precedente, secondo la Energy Information Administration (EIA). Dunque, i risultati di queste elezioni permettono di valutare l’insoddisfazione degli elettori sulle scelte in tema di politiche energetiche dell’Amministrazione Trump.
Le bollette energetiche sono aumentate vertiginosamente anche in Europa da quando Trump ha attaccato l’Iran. Sul fronte energetico, i danni alle infrastrutture petrolifere e del gas insieme alla chiusura dello Stretto di Hormuz hanno limitato le forniture di petrolio e gas, causando impennate dei prezzi in tutto il mondo.
Texas metafora del voto nazionale delle elezioni di midterm 2026
“Direttamente il prezzo della benzina alla pompa e in maniera indiretta tutti i prodotti che utilizzano benzina hanno giocato un ruolo molto forte nel mal contento diffuso nei confronti di Trump“, commenta per Rinnovabili Gregory Alegi, Professore di storia e politica degli Stati Uniti presso l’Università Luiss.
“Possiamo vederlo simbolicamente nel risultato in Texas, – prosegue Alegi – dove l’elezione di un Senatore democratico per la prima volta dopo 30 anni si può anche leggere come la frustrazione di uno stato, grande produttore di petrolio, i cui cittadini però pagano un alto prezzo per la benzina. Gli elettori del Texas hanno mostrato un disamoramento nei confronti di un’agenda che all’inizio avevano condiviso”.
“Questo caso sembra proprio una metafora della situazione per cui, paradossalmente, i candidati repubblicani hanno pagato di più gli sconvolgimenti del mercato dell’energia creati dalle politiche e dalle guerre di Trump. Proprio coloro che rappresentano l’opinione comune repubblicana e che potando avanti l’idea che non c’è niente da cambiare e non c’è bisogno delle rinnovabili, dal momento che si è sempre fatto ricorso ai fossili”.
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— James Talarico (@jamestalarico) November 4, 2026
Attesa per il voto in Senato del disegno di legge sulle autorizzazioni dei progetti energetici
Inoltre, il Senato si appresta a votare dal 9 novembre in poi un ampio pacchetto di riforme per le autorizzazioni alle infrastrutture, che ha ottenuto un significativo sostegno bipartitico: il Bipartisan American Affordability and Jobs Act. Uno dei promotori del disegno di legge, il Senatore Martin Heinrich, ha dichiarato che il provvedimento velocizzerà i processi di autorizzazione dei progetti energetici, garantendo importanti tutele ambientali.
Ora che i democratici hanno in mano sia Camera che Senato forse potrebbero puntare a un testo ancora più ambizioso. “I leader del partito potrebbero scegliere di aspettare di avere in mano la presidenza il prossimo anno per rinegoziare i compromessi“, come ha spiegato la società di ricerca ClearView Energy Partners in una nota. Tuttavia, come sottolinea Axios, i sostenitori del disegno di legge pensano sia un’illusione aspettarsi di poter redigere un testo più progressista che il Presidente Trump sarebbe disposto a firmare.
Trump fino a questo momento è stato una catastrofe per l’azione per il clima degli Stati Uniti avendo ostacolato i progressi compiuti dalle precedenti Amministrazioni nel ridurre le emissioni di carbonio del secondo maggior inquinatore al mondo dopo la Cina. Nel 2025 gli Stati Uniti sono stati responsabili di oltre un terzo dell’aumento globale delle emissioni connesse all’energia.
Elezioni di midterm del 2026, com’è andata l’elezione dei Governatori
Nessun altro stato evidenzia, quindi, la portata del cambiamento in atto come il Texas, che non eleggeva un democratico a una carica statale da più di 30 anni e che a lungo è stato considerato come la maggiore roccaforte repubblicana. In passato i democratici avevano provato a riconquistare il Texas ma non ci erano mai riusciti e avevano subito pesanti sconfitte. Stavolta, invece, il democratico James Talarico ha vinto l’importante sfida aperta per il Senato. Tuttavia, l’aspetto più importante è che la democratica Gina Hinojosa ha vinto la corsa a Governatore, battendo l’attuale repubblicano al terzo mandato.
Sul fronte energetico, ci saranno alcuni cambiamenti. Il tema dei data center, ad esempio, è molto divisivo tra i partiti. Secondo Data Center Watch, il 32,4% dei candidati democratici sostiene moratorie a livello federale, statale o locale, contro solo il 3,4% dei repubblicani.
In Texas Abbott stava considerando di eliminare le esenzioni dall’imposta sui beni immobili per i data center e aveva già sospeso le autorizzazioni in attesa di una verifica sulle richieste di connessione per i grandi carichi di energia, dopo aver sostenuto l’espansione dei data center. Hinojosa, al contrario, è a favore di una moratoria, almeno fino a quando il parlamento statale non approverà una legge che imponga ai grandi carichi di pagare per l’energia e le infrastrutture di cui necessitano.
In Michigan la democratica Jocelyn Benson ha sconfitto il repubblicano John James per la corsa alla alla carica di Governatore, dopo che Gretchen Whitmer, del Partito Democratico, è arrivata al limite dei quattro mandati. Questa elezione potrebbe avere dei risvolti importanti per il futuro della Line 5, un controverso oleodotto lungo 1.038 km di proprietà del multinazionale canadese Enbridge, che trasporta petrolio greggio e liquidi di gas naturale da Superior, nel Wisconsin, a Sarnia, nell’Ontario.
Un segmento chiave della Line 5 è l’attraversamento subacqueo dello Stretto di Mackinac, tra la penisola superiore e quella inferiore del Michigan. L’oleodotto preoccupa a causa del rischio di sversamento di petrolio all’interno dei Grandi Laghi. Benson non ha preso una posizione ufficiale in merito, ma si è detta favorevole a disporre delle verifiche sui condotti obsoleti, inclusa la Line 5. James, al contrario, aveva dichiarato che avrebbe messo fine alle cause legali mosse dallo stato del Michigan contro Enbridge.
La democratica Peggy Flanagan ha vinto l’elezione al Senato in rappresentanza del Minnesota, sconfiggendo la repubblicana Michele Tafoya. Attuale Vicegovernatrice, Flanagan succederà alla Senatrice democratica Tina Smith, che non si era ricandidata ed è la prima donna nativa americana ad essere eletta al Senato. La vittoria di Flanagan è un risultato di rilievo per l‘ala progressista del Partito Democratico, maggiormente favorevole a politiche climatiche più aggressive e incisive, rispetto a quella centrista. Sempre in Minnesota la democratica Amy Klobuchar ha sconfitto la repubblicana Lisa Demuth, diventando la prima donna ad assumere la carica di Governatrice dello Stato. Klobuchar è un’aperta sostenitrice delle energie rinnovabili.













