Agricoltura digitale: in che modo i dati aiutano la sostenibilità?

Utilizzare l’agricoltura digitale per pianificare dei sistemi di incentivi e sussidi fiscali basati sulle specifiche caratteristiche del contesto. Questa è la proposta di una ricerca pubblicata su Nature Sustainability.

Un attento monitoraggio tramite agricoltura digitale può fornire dati preziosi per pianificare le politiche agricole

(Rinnovabili.it) – Una ricerca pubblicato su Nature Sustainability mostra come sviluppare un sistema di gestione del territorio più sostenibile attraverso la cosiddetta agricoltura digitale, considerata il punto d’incontro tra agricoltura, scienza, politica ed educazione. I contributi dell’agricoltura alle emissioni di gas a effetto serra, all’inquinamento idrico e alla perdita di biodiversità dimostrano che i principali sistemi agricoli sono sostanzialmente insostenibili e, con l’aumento della popolazione, la domanda di energia e l’inquinamento aumenteranno di conseguenza.

Per quanto innovativo, l’attuale sistema alimentare non è privo di problemi. Tecnologie come la modificazione genetica e l’automazione della produzione agricola contribuiscono a produrre più cibo di quello di cui abbiamo bisogno per sopravvivere. “Ci sono troppi interessi in competizione”, afferma Bruno Basso, docente al College of Natural Science della Michigan State University, “per questo dobbiamo progettare un sistema che funzioni per tutti: agricoltori, legislatori, società e generazioni future”.

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Per far fronte a questa sfida, i ricercatori hanno proposto un modello che funzioni in due fasi. La prima si concentra sulla progettazione di un “percorso di sostenibilità”, definendo obiettivi e traguardi, supportata dalle tecnologie di agricoltura digitale. La seconda fase, quella dell’implementazione, si concentra sul ruolo della politica e la definizione di un quadro di finanziamenti. Lo scopo, infatti, è utilizzare la raccolta dati della prima fase per comprendere come procedere durante la seconda.

“Non serve a nulla definire una politica che il contadino ignorerà”, afferma Basso. I responsabili politici, secondo il modello, devono quindi utilizzare l’agricoltura digitale per pianificare dei sistemi di incentivi e sussidi fiscali basati sulle specifiche caratteristiche del contesto, sostenendo così più efficacemente gli agricoltori interessanti ad una transizione sostenibile.

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Ad esempio, l’analisi dei ricercatori ha dimostrato che se le applicazioni di fertilizzanti azotati fossero basate sulla domanda e sulla stabilità del rendimento, anziché su un’applicazione uniforme, l’uso potrebbe essere tagliato del 36% con riduzioni significative nella contaminazione delle acque sotterranee e nelle emissioni di anidride carbonica. L’agricoltura digitale, dunque, può essere usata come fonte di dati e monitoraggio preziosissima, utile per definire un quadro di politiche agricole e un sistema di incentivi fiscali in grado di supportare operativamente l’agricoltura sostenibile.

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