La forza sostenibile del Sagrantino di Arnaldo Caprai

Un antico vitigno riscoperto ha dato vita al Sagrantino di Montefalco di Arnaldo Caprai, azienda sostenibile che crede nella valorizzazione del territorio e delle risorse umane e guarda al futuro

Arnaldo Caprai
By Zyance – Own work, CC BY-SA 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1719978

di Isabella Ceccarini

(Rinnovabili.it) – La biografia di Marco Caprai è un mix di innovazione, creatività, ricerca e competenza. Ha portato l’azienda agricola di famiglia, Arnaldo Caprai, ad essere leader nella produzione di Sagrantino di Montefalco, un grande vino rosso prodotto con le uve Sagrantino, un vitigno che da più di quattrocento anni cresce esclusivamente in Umbria nella zona di Montefalco (in provincia di Perugia). Con le uve Sagrantino vengono prodotti il Sagrantino di Montefalco DOCG e il Montefalco Rosso DOC, vini conosciuti e apprezzati in tutto il mondo.

Arnaldo Caprai aveva un’azienda tessile e il sogno di produrre il vino: il figlio Marco ha tradotto il suo sogno in realtà recuperando una tradizione centenaria di questo magico territorio umbro accompagnandola a metodi innovativi di produzione e di gestione aziendale. 

La politica aziendale di Arnaldo Caprai è improntata alla sostenibilità ambientale, economica e sociale da molti anni ed è impegnata alla conservazione delle caratteristiche del territorio e alla sua valorizzazione. Nel 2015 aderisce al progetto Montefalco 2015: the New Green Revolution, il primo protocollo italiano di sostenibilità applicato alla produzione vitivinicola e certificato a livello territoriale. Il progetto è stato sviluppato dall’Associazione Grandi Cru di Montefalco, sette cantine convinte che la sostenibilità, per essere davvero tale, dovesse superare i confini del territorio.

Sostenibilità certificata

I parametri relativi ai consumi dell’azienda e l’impatto della produzione sul territorio sono valutati annualmente per controllarne l’efficienza e gli eventuali miglioramenti da apportare in termini di sostenibilità. L’azienda ha creato un Sistema di Gestione Ambientale (SGA) conforme alle normative internazionali e sviluppa un protocollo volontario territoriale di sostenibilità ambientale, economica e sociale del processo produttivo.Inoltre si impegna a mantenere gli standard di Equalitas, nata da un’iniziativa di Federdoc e Unione Italiana Vini. Si tratta del principale standard italiano certificabile sulla sostenibilità della filiera del vino voluto da un gruppo di stakeholder eterogenei che ruotano intorno al mondo vitivinicolo e unisce le istanze delle imprese, della società e del mercato. La Arnaldo Caprai è certificata Equalitas dal 2019.

La messa in pratica della sostenibilità sociale dell’azienda si è concretizzata nell’accordo tra Marco Caprai e la Caritas di Foligno che da cinque anni recluta persone per lavorare in campagna o in cantina tra migranti e richiedenti asilo. Marco Caprai li assume come salariati agricoli per circa 180 giornate con un contratto regolare: si impegnano in un lavoro faticoso anche se molti di loro hanno studiato e magari parlano tre lingue. La scelta è venuta anche in seguito alla crescita dell’azienda e alla conseguente necessità di manodopera, che però non si trova tra i locali. 

Sagrantino per Arnaldo Caprai mescola tradizione e innovazione. Da alcuni anni sta conducendo una sperimentazione sul Sagrantino Bianco, un vitigno non esistente in natura, con lo stesso DNA del Sagrantino che conosciamo ma con gli acini bianchi: un team di agronomi è impegnato in uno studio per comprendere la variabilità e le potenzialità genetiche del Sagrantino. Attraverso un sistema di autofecondazione sono stati ricavati i semi che sono stati piantati in un campo sperimentale. A prescindere dalle eventuali ricadute produttive, lo studio permetterà di comprendere anche eventuali “parentele” del Sagrantino con altri vitigni.

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