Il Decreto MIPAAF per lo sviluppo della logistica agroalimentare

Firmato dal ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il decreto che definisce le disposizioni generali per attuare la misura del PNRR “Sviluppo della logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo”. La misura destina 150 milioni di euro per gli anni 2022-2026 allo sviluppo della logistica agroalimentare

logistica agroalimentare
Close up view of a young focused female worker in sterile cloths and blue rubber gloves counting stacked boxes in a factory storage room.

(Rinnovabili.it) – Il ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli ha firmato il decreto per lo Sviluppo della logistica agroalimentare, strettamente collegato al miglioramento della capacità logistica dei porti.

150 milioni per il periodo 2022-2026

La misura del PNRR “Sviluppo della logistica per i settori agroalimentare, pesca e acquacoltura, silvicoltura, floricoltura e vivaismo” destina 150 milioni di euro per gli anni 2022-2026 allo sviluppo della logistica agroalimentare: evidente, quindi, l’importanza rivestita dalla firma di questo decreto.

Il decreto completa l’attuazione della misura del PNRR per cui il MIPAAF aveva già emanato gli altri due decreti: uno relativo ai Contratti per la logistica agroalimentare, con beneficiari le imprese del settore, l’altro per l’Ammodernamento dei mercati all’ingrosso con finalità di promozione della logistica agroalimentare.

Criteri per l’ammissibilità al finanziamento

Il decreto firmato dal ministro definisce le disposizioni generali per attuare la misura del PNRR.

Pertanto, sono ammissibili al finanziamento i progetti che hanno i seguenti obiettivi:

  • realizzare, rifunzionalizzare, ampliare, ristrutturare e digitalizzare aree, spazi e immobili connessi alle attività e ai processi logistici delle aree portuali;
  • efficientare e migliorare la capacità commerciale e logistica attraverso interventi volti al potenziamento delle infrastrutture per il trasporto alimentare, anche al fine di ridurre i costi ambientali e le emissioni nel trasporto di materie prime, semilavorati e merci tra centri produttivi, centri logistici e mercati;
  • migliorare l’accessibilità ai servizi hub e rafforzare la sicurezza delle infrastrutture portuali anche mediante l’utilizzo di tecnologie innovative e/o a ‘zero emissioni’;
  • rafforzare i controlli merceologici volti a preservare la differenziazione dei prodotti per qualità, sostenibilità e caratteristiche produttive, anche al fine di ridurre gli sprechi alimentari;
  • ridurre gli impatti ambientali attraverso interventi di riqualificazione energetica e incrementare il livello di tutela ambientale.

Logistica agroalimentare, l’attenzione al Mezzogiorno

Le Autorità di sistema portuale possono presentare la domanda di accesso al contributo, ma ogni soggetto richiedente può presentare un massimo di due progetti.

Il costo complessivo di ogni progetto di investimento deve rientrare tra un minimo di milioni e un massimo di 20 milioni di euro; il finanziamento massimo non potrà superare i 10 milioni di euro.

La misura del PNRR dedica particolare attenzione al Mezzogiorno. Infatti, un importo pari ad almeno il 40% delle risorse è destinato a progetti da realizzare nelle regioni del Sud.

Articolo precedenteCosì la tecnologia V2G sta aiutando bilanciare la rete elettrica UK
Articolo successivoOrientamento delle api: l’impatto dei neonicotinoidi è “drammatico”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui