L’agricoltura europea deve applicare il principio ‘chi inquina paga’

Il commissario UE all’agricoltura, il polacco Janusz Wojciechows, appoggia “completamente” le conclusioni del rapporto del revisore dei conti UE, che consigliano di estendere il principio anche al settore primario

Principio ‘chi inquina paga’: deve coprire anche l’agricoltura UE
Foto di Walter Frehner da Pixabay

La relazione della Corte dei Conti UE sull’applicazione del principio ‘chi inquina paga’

(Rinnovabili.it) – “Il principio ‘chi inquina paga’ dovrebbe essere visibile anche nella politica agricola”. Parola del commissario UE all’agricoltura, il polacco Janusz Wojciechowski. Per questo motivo, le conclusioni del rapporto della Corte dei Conti europea sull’applicazione del principio nella legislazione comunitaria vanno “completamente appoggiate”. Anche se trasformare la politica agricola comune non è affatto semplice.

È un nervo scoperto, quello dell’inquinamento che deriva dall’agricoltura europea. Attualmente, le direttive Ue prevedono che il principio ‘chi inquina paga’ si applichi soltanto alle politiche ambientali. La Corte dei Conti europea ha passato in rassegna la sua applicazione, mettendo in evidenza come troppo spesso siano in realtà i cittadini a pagare invece delle aziende inquinanti.

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Ma nella sezione del documento con le raccomandazioni, l’istituzione con sede in Lussemburgo ha fatto un passo in più. Il consiglio recapitato a Bruxelles è quello di allargare l’orizzonte di applicazione del principio ‘chi inquina paga‘, estendendolo anche alle attività agricole. Anche se è complicato, mette le mani avanti il revisore UE. Questo perché è complesso individuare chi inquina quando si è in presenza di fonti multiple: come accade regolarmente nel caso dell’agricoltura.

È difficile da affrontare, ma è vitale, ha sottolineato il revisore. L’agricoltura infatti è “il settore che esercita la maggior pressione sulle risorse rinnovabili di acqua dolce, ma contribuisce di meno”, afferma il rapporto. I numeri forniti dal rapporto parlano chiaro. Nell’UE, sono quasi 3 milioni i siti potenzialmente contaminati. La causa va cercata soprattutto nelle attività industriali, nel trattamento e smaltimento dei rifiuti. In più, il 60% dei fiumi e dei laghi del continente non è in buone condizioni chimiche ed ecologiche.

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Non è l’unico documento a proporre soluzioni che allineano l’agricoltura ad altri settori nel contribuire agli obiettivi del Green Deal. Solo poche settimane fa, un altro rapporto del revisore UE sottolineava che la politica agricola comune europea, nell’ultimo settennato, ha fallito tutti gli obiettivi di protezione ambientale. E proponeva di applicare il principio ‘chi inquina paga’ per raddrizzare la situazione. La nuova riforma della Pac, che orienterà l’agricoltura fino al 2027, non contempla però alcuna misura del genere.

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