Bruxelles china la testa alla protesta dei trattori

Esenzioni dagli standard del GAEC 8, salta per un altro anno l’obbligo di vincolare il 4% dei terreni a destinazioni non produttive e funzionali al sostegno della biodiversità. La misura era già stata sospesa come risposta alla guerra in Ucraina e alla presunta insicurezza alimentare che lo stop alle forniture di grano ucraino avrebbe potuto comportare

Protesta dei trattori: UE regala nuove deroghe alla PAC
Foto di S. Widua su Unsplash

La protesta dei trattori spaventa i Ventisette

(Rinnovabili.it) – Nuove deroghe alla PAC per placare l’ira degli agricoltori europei. È la risposta che ieri Bruxelles ha deciso di dare alla protesta dei trattori che si sta diffondendo da settimane in molti paesi, Italia inclusa. Un regalo che pesa molto sul clima e sull’ambiente, ma che non sembra aver sortito l’effetto sperato: i trattori restano in strada e le richieste sono sempre le stesse: sconti sul carburante agricolo, meno vincoli ambientali, meno burocrazia.

“Gli agricoltori sono la spina dorsale della sicurezza alimentare dell’UE e il cuore delle nostre zone rurali. L’impegno duraturo della Commissione viene portato avanti attraverso il bilancio della politica agricola comune del valore di 386,7 miliardi di euro, che aiuta a stabilizzare il reddito degli agricoltori europei, premiando al contempo i loro sforzi sul clima e sulla sostenibilità. La misura odierna offre ulteriore flessibilità agli agricoltori in un momento in cui devono affrontare molteplici sfide”, ha commentato la presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen.

Protesta dei trattori, l’exit strategy dell’UE

Cosa ha deciso l’esecutivo comunitario? La deroga a una misura in favore dell’ambiente che ricade sotto lo standard GAEC 8. Secondo l’ultima riforma della PAC approvata nel 2021, ogni azienda agricola con più di 10 ettari di terra deve dedicare una quota minima di terreno coltivabile ad aree o caratteristiche non produttive. Cioè lasciarla incolta o occuparla con alberi, filari, siepi (come quelli nella fotografia sopra): elementi del paesaggio che supportano la biodiversità e tolgono ben poco spazio all’agricoltura. La proposta estende l’esenzione a tutte le aziende agricole, a prescindere dalle loro dimensioni, e tiene inalterati i sussidi. Esenzione che era già stata accordata nel ’22 sull’onda della guerra in Ucraina. E che oggi viene estesa per tutto il 2024.

Con pochi vincoli. Per accedere ai sussidi basterà coltivare lenticchie, piselli, fave o altre colture che fissano l’azoto, oppure usare colture intercalari, sul 7% dei terreni seminativi. “L’uso di colture che fissano l’azoto e di colture intercalari apporta una serie di benefici ambientali per la salute del suolo, compresa la biodiversità del suolo e la limitazione della lisciviazione dei nutrienti. Le colture dovranno essere coltivate senza prodotti fitosanitari per mantenere l’ambizione ambientale della PAC”, precisa un comunicato della Commissione.

L’agricoltura e l’allevamento, insieme ai trasporti, sono gli unici settori in cui le emissioni di gas serra non sono calate negli ultimi anni in Europa. Se non marginalmente. Secondo i dati dell’Agenzia UE per l’ambiente, tra 2005 e 2021 le emissioni non-CO2 dell’agricoltura sono scese appena del 3%. Con i ritmi attuali si prevede che calino del 4% entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Con le misure per tagliare le emissioni pianificate al momento, ma non ancora implementate del tutto, si arriverebbe al massimo a un -8% a fine decennio.

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