Atlante mondiale della desertificazione: il 75% del suolo è degradato

Il centro comune di ricerca UE aggiorna la sua valutazione sul degrado del suolo, sottolineando l’urgenza di adottare misure correttive

Atlante mondiale della desertificazione

 

On line l’Atlante mondiale della desertificazione

(Rinnovabili.it) – “Quando le risorse sono degradate, iniziamo a competere per loro […] Quindi un modo per promuovere la pace è promuovere una gestione sostenibile e un’equa distribuzione delle risorse”. Si apre con una frase dell’ambientalista keniota Wangari Maathai il nuovo Atlante mondiale della desertificazione (https://wad.jrc.ec.europa.eu). Un lavoro complesso, realizzato dal Centro comune di ricerca (CCR) della Commissione Europea, che punta i riflettori sulla perdita di una delle risorse essenziali per la vita su questo Pianeta: il suolo fertile. “Negli ultimi venti anni, dalla pubblicazione dell’ultima edizione dell’Atlante mondiale della desertificazione, le pressioni sulla terra e il suolo sono aumentate drammaticamente – spiega Tibor Navracsics, commissario per l’istruzione e responsabile del CCR. “Per preservare il nostro pianeta per le generazioni future, abbiamo urgente bisogno di cambiare il modo in cui trattiamo queste preziose risorse”.

 

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Per questo motivo la nuova edizione dell’Atlante offre una visione globale e più facilmente accessibile del problema, mostrando chiari esempi di come l’attività umana stia portando le specie all’estinzione, minacci la sicurezza alimentare, intensifichi i cambiamenti climatici e le migrazioni forzate. Informazioni, dati e numeri incontrovertibili, per quantificare il problema.

L’Atlante mondiale della desertificazione mostra come l’incremento demografico unitamente ai cambiamenti dei modelli di consumo stiano esercitando una pressione senza precedenti sulle risorse naturali. Al punto che oggi il 75% delle aree terrestri risultano degradate. A questi ritmi, la percentuale salirà facilmente oltre il 90% entro il 2050.

 

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Stiamo già pagando il prezzo di questa “noncuranza”: solo in Europa la perdita di suolo fertile è stimata nell’ordine di decine di miliardi di euro all’anno. Più in generale si calcola che il Pianeta perderà il 10% dei suoi raccolti globali entro metà del secolo, con i tagli più pesanti in Cina, India e Africa sub-sahariana. “L’Atlante – aggiunge Karmenu Vella, commissario per l’Ambiente – mostra un’Unione Europea sempre più colpita dalla desertificazione sottolineando l’importanza dell’azione di protezione del suolo e l’uso sostenibile di terra e acqua in settori quali l’agricoltura, la silvicoltura, l’energia e i cambiamenti climatici: questo è l’approccio raccomandato nella strategia tematica dell’UE per il suolo, ed è la nostra migliore speranza di raggiungere la neutralità del degrado del suolo in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile del 2030″. 

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