Brasile: nel 2020, la stagione degli incendi in Amazzonia non avrà precedenti

Complici la pandemia di coronavirus e le politiche del governo Bolsonaro che sfruttano la situazione sanitaria per indebolire le norme ambientali, la foresta pluviale si prepara a nuove, pesantissime, devastazioni.

A causa della pandemia, la stagione degli incendi in Amazzonia rischia di raggiungere nuovi record

(Rinnovabili.it) – Tra circa un mese, avrà inizio la stagione degli incendi in Amazzonia e il più importante polmone verde del pianeta si appresta a raggiungere nuovi, drammatici, record. A peggiorare la situazione, inoltre, c’è la pandemia di coronavirus, che quest’anno rischia di distogliere l’attenzione dalle sorti della foresta pluviale, specie in Brasile.

Ogni anno, i taglialegna illegali usano bulldozer e motoseghe per abbattere enormi aree di foresta, aree che vengono poi date alle fiamme per far posto a raccolti o bestiame. Un rapporto dell’Amazon Environmental Research Institute (IPAM) pubblicato questa settimana prevede che un’area 11 volte più grande di New York City potrebbe subire questa sorte.

Leggi anche Amazzonia: la deforestazione selvaggia non conosce lockdown

In tutto questo, buona parte delle squadre brasiliane che dovrebbero pattugliare l’andamento della stagione degli incendi in Amazzonia sono costrette a casa dal covid-19, e il governo Bolsonaro ha continuato a modificare regole e norme ambientali diventante sempre più lassiste.

“La deforestazione è quasi interamente un riflesso dei segnali di politica pubblica del governo di Bolsonaro”, ha dichiarato Tasso Azevedo, coordinatore generale di MapBiomas, una piattaforma di monitoraggio sulla foresta amazzonica. “Quello che sta dichiarando il governo è che gli autori di azioni illegali non saranno puniti.

A partire da luglio dell’anno scorso, mese in cui inizia la stagione degli incendi in Amazzonia, fino a 4.500 km2 sono stati predisposti per essere dati alle fiamme. L’area potrebbe raddoppiare quest’anno raggiungendo i 9000 km2. Inoltre, la pandemia – che imperversa nel nord impoverito del Brasile – sta ostacolando la capacità delle agenzie ambientali di reagire. Nello stato di Para, un ispettore ambientale è morto di coronavirus, e quasi la metà di una squadra di sorveglianza composta da 10 membri si è ammalata.

Nel nord del paese, i tassi di mortalità sono di 31 decessi per 100.000 abitanti, più del doppio della media nazionale, secondo le statistiche del Ministero della Salute. I fumi degli incendi che da anni inquinano l’aria potrebbero avere un peso su questi numeri. In generale, il Brasile registra più casi che altrove al di fuori degli Stati Uniti.

Leggi anche Brasile: via libera all’estrazione mineraria nelle riserve

Secondo Azevedo, la deforestazione ha reso più violenta la stagione degli incendi in Amazzonia negli ultimi 13 anni. Nel frattempo, il governo federale ha ridimensionato le proteste dello scorso anno e Bolsonaro ha predisposto la militarizzazione della politica ambientale del paese. Ma non solo.

In una riunione a porte chiuse, il ministro dell’Ambiente Ricardo Salles ha esortato Bolsonaro a trarre vantaggio dalla pandemia e dalla “distrazione” dei leader globali per semplificare le normative ambientali. Queste sono le parole usate da Salles, registrate in un video diffuso dalla Corte Supresa brasiliana: “Dobbiamo cambiare tutte le regole mentre la situazione è calma in termini di copertura stampa, perché parlano solo di covid.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui