Brasile: via libera all’estrazione mineraria nelle riserve

Circa 300 comunità locali sarebbero in serio pericolo se il disegno di legge proposto da Bolsonaro fosse approvato dal Congresso. A causa della totale assenza di regolamentazione in materia, la proposta consentirebbe anche lo sviluppo di progetti legati all’uso di combustibili fossili.

Estrazione mineraria
Credits: yobli da Pixabay

Arriva un’altra minaccia per l’Amazzonia e le comunità native: un disegno di legge per consentire le attività di estrazione mineraria.

 

(Rinnovabili.it) – Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha presentato questa settimana un controverso disegno di legge che consentirebbe l’attività mineraria nelle terre protette delle comunità native. La proposta era già stata avanzata da Bolsonaro durante la campagna elettorale del 2018 e, nella sua attuale forma inviata al Congresso, comprende lo sviluppo di progetti petroliferi e a gas, nonché la costruzione di dighe idroelettriche, nelle riserve brasiliane.

 

L’azione del presidente ha non poco spaventato le comunità native e i gruppi ambientalisti, soprattutto perché la Costituzione dello stato federale non esclude esplicitamente l’estrazione mineraria. Allo stesso tempo, però, non la consente apertamente. Il problema, dunque, nasce da una totale assenza di regolamentazione in materia.

 

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Bolsonaro ha da sempre fatto della lotta contro le comunità indigene il fiore all’occhiello della sua propaganda. La ragione è quella di ritenere gli indigeni colpevoli di occupare troppa terra attraverso la delimitazione delle aree protette, che ostacolerebbero in questo modo lo sviluppo economico del paese. Si parla di circa il 13% delle terre brasiliane ma, soprattutto, si parla di zone caratterizzate dalla presenza di un enorme quantità di risorse minerarie: dall’oro ai diamanti, dal niobio alle terre rare.

 

Tuttavia, i leader delle circa 300 comunità brasiliane si sono sempre opposti all’attività mineraria nelle loro riserve, affermando che consentire l’estrazione commerciale metterebbe in serio pericolo la loro stessa esistenza, poiché spazzerebbe via le attività tradizionali già minacciate dalla crescente invasione di taglialegna illegali e garimpeiros.

 

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Proprio per questo motivo, sono molti i gruppi ambientalisti che vedono nelle comunità native i veri (e unici) guardiani delle foreste tropicali del Brasile e, per questa ragione, avvertono che il via libera all’estrazione mineraria avrà come sua diretta conseguenza un’impennata del processo di deforestazione dell’Amazzonia.

 

La proposta avanzata dal governo brasiliano include disposizioni per la consultazione delle comunità indigene e richiederebbe l’approvazione del Congresso per qualsiasi progetto minerario. Tuttavia, il disegno di legge esclude il diritto di veto da parte delle comunità una volta ottenuta l’autorizzazione da parte del Congresso. Oltre all’estrazione mineraria, Bolsonaro prevede nel prossimo futuro di consentire nelle riserve attività su larga scala di agricoltura commerciale (come, ad esempio, le piantagioni di soia) attualmente vietate dalle leggi ambientali.

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