Tutela della biodiversità marina, 200 scienziati contro l’UE

L’appello chiede di istituire aree protette completamente off limits per i pescherecci. Che oggi, invece, usano ancora la tecnica della pesca a strascico nel 59% delle zone sotto tutela

Tutela della biodiversità marina: 200 scienziati contro l’UE
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La tutela della biodiversità marina in UE è “desolante”

(Rinnovabili.it) – I mari europei versano in uno stato di conservazione “desolante”, le aree marine protette il più delle volte non servono allo scopo, a Bruxelles non si ha contezza della maggior parte degli stock ittici. È l’attacco che 200 scienziati conservazionisti muovono all’UE, a pochi giorni dalla riunione a Bruxelles in cui verrà decisa la linea comune da seguire sulla tutela della biodiversità marina e non solo alla COP15 di Kunming.

Uno dei problemi principali che l’UE dovrebbe affrontare è la scarsa utilità delle aree protette che istituisce. Secondo gli scienziati, oggi soltanto l’1% dei mari europei è realmente protetto da aree come queste. Il restante 99% invece è esposto ad attività industriali di ogni tipo, su cui si staglia – per effetti deleteri sugli stock – la pesca a strascico.

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“La perturbazione più forte e diffusa degli ecosistemi marini è causata dalla pesca a strascico, considerata la pratica di pesca più distruttiva e ad alta intensità di carburante, che è stata paragonata al taglio delle foreste”, scrivono i conservazionisti. La pratica è usata non solo nelle acque non regolamentate, ma anche nel 59% delle aree marine protette. Una debacle sotto ogni punto di vista per la tutela della biodiversità marina.

Per invertire il trend bisogna procedere spediti con la creazione di aree protette in cui sia vietata del tutto la pesca. Un target che è fissato anche nella Strategia UE per la biodiversità al 2030, con un obiettivo del 10% dei mari europei sotto questa alta forma di protezione. Le aree protette off limits per i pescherecci, sottolineano gli scienziati, registrano tassi di ripristino della fauna marina 6 volte maggiori del normale in termini di biomassa ittica e del 20% superiori in termini di aumento della biodiversità.

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“Governando la più grande zona marittima del mondo, l’Unione europea si trova in una posizione unica per fare da apripista nel vietare la pesca a strascico nella sua rete di aree presumibilmente protette”, concludono i 207 firmatari.

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