Dall’ESA, un’importante scoperta sul calcolo delle emissioni di metano

Le rilevazioni di un satellite dell’Agenzia Spaziale Europea lasciano ben sperare rispetto alle future misurazioni per produrre un bilancio del metano il più preciso possibile, una vera e propria sfida per gli scienziati impegnati nella lotta ai cambiamenti climatici.

Calcolo delle emissioni di metano
Credits: Alexas_Fotos da Pixabay

Durante un monitoraggio di routine, un satellite ESA è riuscito a misurare una fuga: la scienza compie un passo avanti nel calcolo delle emissioni di metano.

 

(Rinnovabili.it) – Uno studio pubblicato dalla National Academy of Sciences apre a speranze sul bilancio del metano e i possibili futuri miglioramenti sul calcolo delle emissioni di metano, essenziale per agire concretamente contro il riscaldamento globale. Per la prima volta, infatti, durante una delle sue consuete ricognizioni, un satellite lanciato in spazio dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha identificato e misurato una fuga di gas metano dovuta all’esplosione di un pozzo.

 

Gli incidenti dovuti alle fughe di idrocarburi emettono normalmente grandi quantità di metano, un gas serra secondo solo all’anidride carbonica in termini di pericolosità, per quanto riguarda gli effetti sul riscaldamento del pianeta. A differenza della CO2, però, il calcolo di emissioni di metano (necessario al fine di capire come ridurre e catturare questo gas serra) è molto più difficile e complicato, rappresentando una vera e propria sfida per gli scienziati.

 

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Le rilevazioni del satellite, relative ad un incidente avvenuto in Ohio, lasciano dunque ben sperare rispetto a dei miglioramenti in termini di misurazioni, al fine di produrre un bilancio del metano il più preciso possibile. Lo studio della National Academy of Sciences, grazie ai dati satellitari, è riuscito quindi a calcolare che il metano proveniente dal pozzo danneggiato in Ohio è stato rilasciato producendo circa 120 tonnellate di metano all’ora.

 

In precedenza, i satelliti dovevano essere attentamente mirati per trovare perdite. Tuttavia, questa volta la perdita di metano è stata rilevata durante un monitoraggio di routine. Steven Hamburg, coautore dello studio e scienziato dell’Environmental Defense Fund, ha affermato che i risultati “mostrano l’opportunità per i satelliti di aiutare nel calcolo delle emissioni di metano, indipendentemente da dove essi siano collocati nello spazio in un preciso momento”. Per tale ragioni, ricercatori e ambientalisti sperano di usare la tecnologia satellitare non solo per misurare le emissioni di metano dovute agli incidenti, ma anche le piccole perdite dovute alle normali operazioni quotidiane, come ad esempio le trivellazioni.

 

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