Se il riscaldamento globale spegne El Niño

L’Oscillazione meridionale – El Niño (ENSO) rallenta man mano che cresce la temperatura media della Terra. Non sappiamo come reagirà il sistema climatico del pianeta a questa trasformazione epocale

El Niño: il riscaldamento globale sta spegnendo ENSO
Le temperature oceaniche simulate ad altissima risoluzione dal modello climatico impiegato per lo studio. Credits: Institute for Basic Science

L’alternanza tra El Niño e La Niña modella il clima della Terra da 11.000 anni

(Rinnovabili.it) – L’ultimo rapporto dell’IPCC sul cambiamento climatico suonava l’allarme sul rallentamento di un grande fenomeno oceanico, il capovolgimento meridionale della circolazione atlantica (AMOC) da cui origina la corrente del Golfo che rende temperata l’Europa nord-occidentale. Ma anche nel Pacifico il riscaldamento globale sta alterando dei fenomeni oceanici che hanno modellato il clima del pianeta per migliaia di anni. Parliamo dell’alternanza tra El Niño e La Niña.

El Niño è una teleconnessione atmosferica, cioè di una contemporanea variazione di pressione e temperatura nell’atmosfera e nell’oceano tale da presentare una correlazione statistica. Al riscaldamento delle correnti del Pacifico centro-orientale, sale la pressione atmosferica in quello centro-occidentale. La Niña è il suo corrispettivo freddo, un fenomeno uguale ma con temperature di segno contrario. La loro alternanza dura da almeno 11.000 anni e dà vita al fenomeno noto come Oscillazione Meridionale – El Niño (ENSO).

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Uno studio pubblicato su Nature Climate Change spiega che ENSO si sta spegnendo. “Il risultato delle nostre simulazioni al computer è chiaro: l’aumento delle concentrazioni di CO2 indebolirà l’intensità del ciclo di temperatura di ENSO”, spiega Christian Wengel, primo autore dello studio. Per comprendere l’evoluzione di ENSO, i ricercatori hanno utilizzato una simulazione basata su un modello climatico a grana più fine di quelli usati finora in quest’ambito, 10 km2 per le celle di temperatura alla superficie marina e 25 km2 per le celle della temperatura atmosferica.

Non è un dettaglio, quando si analizza il comportamento di ENSO: anche variazioni molto limitate di temperatura modificano in modo sostanziale gli scenari futuri. Tanto più se si cerca, come in questo caso, di ottenere un orizzonte di oltre 1 secolo.

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Cosa ci dobbiamo aspettare? I futuri eventi di El Niño disperderanno calore nell’atmosfera più rapidamente a causa dell’evaporazione del vapore acqueo, fatto che tende a raffreddare l’oceano. Inoltre, la ridotta differenza di temperatura futura tra il Pacifico tropicale orientale e occidentale inibirà anche lo sviluppo di temperature estreme durante il ciclo ENSO. Sviluppi solo in parte compensati da altri meccanismi di feedback negativo propri de La Niña.

“C’è un tiro alla fune tra feedback positivi e negativi nel sistema ENSO, che si sposta sul lato negativo in un clima più caldo. Ciò significa che i futuri eventi di El Niño e La Niña non potranno più sviluppare la loro piena ampiezza”, conclude Malte Stuecker, coautore dello studio. Un’evoluzione che apre mille incognite: non se ne conoscono le implicazioni per il sistema climatico terrestre.

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