Quest’anno il ghiaccio artico batterà il record negativo del 2012?

Nelle prime due settimane di luglio, la calotta polare artica si è sciolta a un ritmo più veloce del 50% rispetto alla media. Le rilevazioni satellitari del NSIDC mettono il 2021 in scia ai due anni peggiori, il 2012 e quello appena passato

ghiaccio artico
Credits: Myriams-Fotos da Pixabay

L’estensione del ghiaccio artico a metà luglio è quasi 2 mln di km2 sotto la media

(Rinnovabili.it) – L’estensione del ghiaccio artico è molto vicina al minimo storico. Secondo le rilevazioni del National Snow & Ice Data Center americano, nelle prime due settimane di luglio si sono sciolti 124mila km2 di calotta polare al giorno. Un valore che supera del 50% la media di lungo periodo per questa fase dell’anno (80mila km2). Se si allarga lo sguardo indietro fino al 1 giugno, il ghiaccio artico sciolto ammonta a 1,73 mln di km2.

Si tratta di un ritmo “sostenuto”, spiega il NSDIC. E questo sta portando il Polo Nord verso i valori record del 2012 e del 2020. Il 13 luglio, l’estensione del ghiaccio marino artico era pari a 7,95 mln di km2. Si tratta di 1,98 milioni di chilometri quadrati al di sotto della media storica, calcolata sul periodo che va dal 1981 al 2010. Numeri che piazzano il 2021, per il momento, appena al di sotto del record del 2012 e molto vicino al 2020, rispettivamente gli anni con il minimo più basso e il secondo più basso (a pari merito con il 2007) nel monitoraggio satellitare.

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Anche quest’anno esiste una probabilità abbastanza alta che il mare di Laptev resti completamente privo di ghiaccio, come nel 2020. Si tratta di un quadrante di peso per le dinamiche del ghiaccio artico, che viene soprannominato la “culla dei ghiacci” perché è il primo a ghiacciare di nuovo a inizio ottobre, subito dopo il picco estivo, e perché i suoi ghiacci distribuiscono il plankton per l’intera regione artica. Quest’anno il mare di Laptev ha iniziato a sciogliersi in forte anticipo rispetto alla norma. Resiste meglio, invece, il mare di Beaufort, dove il NSIDC continua a registrare la presenza di ghiaccio stratificato da più annate.

Tutto questo mentre le temperature, misurate a circa 800 metri di altezza, sono state quasi ovunque al di sotto della media storica per la regione. Pesano invece alcune delle ondate di calore registrate nelle ultime settimane. L’Artico scandinavo ha toccato valori circa 5°C più alti della norma, in media.

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Nel 2020, l’estensione del ghiaccio marino a fine estate era la seconda più bassa in 42 anni di osservazioni via satellite, con il 2012 che resiste come anno record. Le temperature medie della superficie del mare di agosto sono state di 1-3°C più calde rispetto alla media di agosto del periodo 1982-2010. Questo sulla maggior parte dell’Oceano Artico, con temperature eccezionalmente calde nei mari di Laptev e Kara.

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