Due miliardi di anni di vita e 15 mln di morti: l’impatto della crisi del clima sulla salute secondo il WEF

Il rapporto presentato il 16 gennaio al World Economic Forum di Davos si basa sugli scenari emissivi globali oggi ritenuti più probabili, che ci portano verso un riscaldamento globale di 2,1-2,9 gradi. In appena 25 anni i danni all’economia saranno di 12.500 mld $, soprattutto a causa delle ondate di calore. Le inondazioni saranno la prima causa di morte tra gli eventi estremi

Impatto crisi clima sulla salute: WEF, 14,5 mln morti entro il 2050
Foto di Markus Spiske su Unsplash

La crisi climatica è una crisi sanitaria

(Rinnovabili.it) – Alluvioni e siccità, ondate di calore e tempeste tropicali, incendi e aumento del livello dei mari ci presenteranno presto un conto salatissimo. Soprattutto per i loro effetti indiretti sulla salute umana. Nei prossimi 25 anni, questi eventi potenziati dal riscaldamento globale ci toglieranno 2 miliardi di anni di vita. E danneggeranno l’economia globale per almeno di 12.500 miliardi di dollari. Tutto questo al netto delle morti che saranno causate da eventi estremi più intensi e frequenti: 14,5 milioni di decessi entro metà secolo, come un anno di Seconda guerra mondiale. È l’impatto della crisi del clima sulla salute stimato da un rapporto del World Economic Forum presentato ieri a Davos.

“Sebbene si sia discusso molto dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla natura e sull’economia globale, alcune delle conseguenze più urgenti dell’aumento delle temperature della Terra riguarderanno la salute umana e il sistema sanitario globale”, spiega Shyam Bishen, responsabile del Center for Health and Healthcare e membro del comitato esecutivo del World Economic Forum. “I recenti progressi andranno perduti a meno che non vengano migliorate le misure critiche di riduzione e mitigazione delle emissioni e non venga intrapresa un’azione globale decisiva per costruire sistemi sanitari resilienti ai cambiamenti climatici e adattabili”, aggiunge.

Calcolare l’impatto della crisi del clima sulla salute

Un futuro prossimo, quello descritto dal World Economic Forum, formulato a partire dagli scenari emissivi globali che oggi appaiono più probabili: quelli che ci proiettano verso un riscaldamento globale di 2,1-2,9 gradi entro il 2100.

A pesare di più in termini di decessi saranno le inondazioni: da questo tipo di eventi il WEF si attende fino a 8,5 milioni di morti, quasi il 60% del totale. Al secondo posto le siccità con 3,2 milioni di decessi. Mentre gli effetti maggiori sull’economia li avranno le ondate di calore, che rosicchieranno 7.100 miliardi di dollari in 25 anni facendo diminuire la produttività. Più o meno come il pil annuale di Italia, Francia e Gran Bretagna.

Ma l’impatto della crisi del clima sulla salute passerà sempre di più anche dall’aumento di certe patologie veicolate da insetti come le zanzare. Che con l’aumento delle temperature espandono il loro areale e riusciranno ad attecchire sempre di più alle medie latitudini. Europa inclusa. In tutto il mondo, potrebbero essere 500 milioni le persone infettate in due decenni e mezzo.

“La crisi climatica è una crisi sanitaria e sta alimentando un circolo vizioso di malattie, devastazione economica e sofferenza. È chiaro da questo rapporto che dobbiamo ancora comprenderne l’impatto completo”, ha affermato Vanessa Kerry, CEO di Seed Global Health e inviata speciale dell’OMS per i cambiamenti climatici e la salute. “Se non agiamo, non solo il bilancio delle vittime sarà sconcertante, ma rischieremo anche di perdere i progressi compiuti nel corso di decenni per migliorare i risultati sanitari in tutto il mondo. I paesi meno in grado di permettersi questi shock – e che contribuiscono meno alle emissioni globali – saranno quelli maggiormente colpiti”.

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