Artico: scoperti “incendi zombi” che potrebbero riprendere vita

Attraverso osservazioni satellitari, sono stati scovati dei fuochi più o meno assopiti che potrebbero riaccendersi, portando ad un’altra, devastante, ondata di incendi.

Incendi zombi
Credits: Ylvers da Pixabay

Dal 2005, sono stati identificati in Alaska 39 incendi zombi, che potrebbero riaccendersi anche dopo anni

(Rinovabili.it) – Incendi zombi sparsi nella regione artica potrebbero riprendere vita dopo una primavera insolitamente calda e secca. Questo è l’allarme lanciato dal servizio di monitoraggio satellitare Copernicus dell’Unione Europea rispetto ad una serie di resti di incendi, più o meno sopiti, che potrebbero riaccendersi a causa dell’aumento delle temperature.

L’ampiezza degli incendi zombi, scovati attraverso le osservazioni satellitari, deve ancora essere confermata dalle misurazioni del terreno, ma le fiamme sembrano essere particolarmente concentrate nelle aree che sono andate a fuoco la scorsa estate. L’anno 2019, infatti, è stato caratterizzato da incendi senza precedenti in scala e durata in vaste aree della Siberia e dell’Alaska. A giugno, il più caldo mai registrato, si stima che le fiamme abbiano rilasciato nell’atmosfera 50 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti alle emissioni annuali della Svezia.

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Secondo Mark Parrington, scienziato ed esperto di incendi del servizio di monitoraggio atmosferico Copernicus, “potremmo vedere nell’Artico un effetto cumulativo della stagione degli incendi dell’anno scorso, che alimenterà la prossima stagione e potrebbe provocare nuovi incendi su vasta scala e di lungo periodo.

Il rischio di incendi aumenta con il caldo e la bassa umidità, e l’Europa in particolare ha visto temperature record a marzo e ad aprile di quest’anno. Ma non solo. Infatti, secondo quanto afferma WF Mike Waddington, esperto di ecosistemi presso la McMaster University in Canada, “c’è stato un caldo tremendo anche nell’Artico, che ha portato a molta essiccazione, rendendo instabili i terreni di torba.

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Gli incendi zombi, infatti, sono dei fuochi che continuano a bruciare sottoterra, per poi riaccendersi in superficie dopo un certo periodo di tempo. Le braci in profondità nei terreni organici, come le torbiere, possono incendiarsi anche settimane, mesi e persino anni dopo. Dal 2005, gli scienziati dell’osservatorio Alaska Fire Science hanno identificato 39 di questi incendi zombi, scoprendo che la maggior parte era di piccole dimensioni (meno di 11 ettari), ma alcuni erano abbastanza grandi da essere visibili dallo spazio.

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