Riscaldamento globale: il 4% della popolazione sarà colpito da inondazioni costiere

Secondo uno studio dell’Università di Melbourne, l’adattamento è l’unica via d’uscita: dighe, sistemi di previsione e allerta, se non addirittura il trasferimento di intere comunità.

Inondazioni costiere
Credits: dexmac da Pixabay

Il rischio di inondazioni costiere aumenterà anche riducendo le emissioni

(Rinnovabili.it) – Uno studio dell’Università di Melbourne ha scoperto che gli impatti combinati dell’innalzamento del livello del mare, di mareggiate e alte maree potrebbero esporre altri 23 milioni di persone alle inondazioni costiere entro i prossimi 30 anni, anche se si effettuassero tagli relativamente ambiziosi alle emissioni di gas serra.

Ciò dipende dal fatto che fenomeni come le inondazioni costiere particolarmente violente sarebbero molto più frequenti (una ogni 10 anni, piuttosto che ogni 100 ) e fino al 4% della popolazione potrebbe esserne colpito. La Cina sud-orientale, il nord dell’Australia, il Bangladesh, il Bengala occidentale e il Gujarat in India sono i luoghi particolarmente a rischio. Negli Stati Uniti, la Carolina del Nord, la Virginia e il Maryland sono considerate le più esposte, così come il Regno Unito, la Francia settentrionale e la Germania settentrionale.

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Lo studio mostra che il rischio di danni causati da inondazioni costiere continuerà ad aumentare anche se le emissioni fossero contenute, così da mantenere l’innalzamento della temperatura globale ben al di sotto dei 2° C entro la fine di questo secolo. Se le emissioni di gas serra aumentassero moderatamente – l’equivalente di un +1,8° C – saranno esposte alle inondazioni costiere altre 54 milioni di persone. Nello scenario peggiore, questo numero sale a 77 milioni. Nei soli Stati Uniti, circa 10,2 miliardi di dollari di beni saranno esposti al rischio dell’innalzamento dei livelli del mare.

Secondo lo studio, dunque, l’adattamento è l’unica via d’uscita: dighe, sistemi di previsione e allerta, se non addirittura il trasferimento di intere comunità costiere in luoghi più sicuri. “Anche se mitighiamo, non avrà molto effetto. Dobbiamo adattarci, guardare a soluzioni ingegneristiche e a sistemi di difesa costiera basati sulla natura”, ha sottolineato il professor Ian Young. Finora, tutti gli scenari modellati nello studio presumono che non siano state prese misure adattive, illustrando i vantaggi di agire tempestivamente per ridurre l’impatto delle inondazioni costiere.

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