Livelli di CO2 in atmosfera: sarà record nel 2024, e ci farà sforare 1,5 gradi

La previsione del Met Office britannico: ancora scorporando gli effetti di El Niño, che riduce temporaneamente la capacità di assorbimento delle foreste tropicali, i fattori antropici (su tutti, l’uso di fonti fossili) bastano a far aumentare il ritmo di accumulo di CO2 oltre qualsiasi traiettoria compatibile con 1,5 gradi già quest’anno

Livelli di CO2 in atmosfera: sarà record nel 2024, e ci farà sforare 1,5 gradi
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Per rispettare Parigi, i livelli di CO2 in atmosfera dovrebbero rallentare già nei prossimi anni

(Rinnovabili.it) – La concentrazione di anidride carbonica sta aumentando a ritmi superiori a quelli compatibili con gli scenari emissivi IPCC che prevedono il rispetto del limite di 1,5 gradi. E le previsioni dei livelli di CO2 in atmosfera per il 2023-2024 confermano questo scenario. Anche escludendo l’effetto (temporaneo) di El Niño, che si farà sentire almeno per tutto questo inverno, l’aumento del principale gas a effetto serra rischia di portarci già quest’anno sopra il limite di riscaldamento globale più ambizioso fissato dall’Accordo di Parigi.

Lo afferma il Met Office britannico in una analisi previsionale rilasciata venerdì scorso. “L’aumento stimato di quest’anno della concentrazione atmosferica di anidride carbonica è ben al di sopra di tutti e tre gli scenari compatibili con 1,5°C evidenziati nel rapporto IPCC”, spiega Richard Betts del Met Office. “Anche quando compensiamo gli effetti temporanei di El Niño, scopriamo che le emissioni indotte dall’uomo porterebbero comunque l’aumento di CO2 nel 2024 ai limiti assoluti di conformità con i percorsi di 1,5°C”.

La traiettoria dei livelli di CO2 in atmosfera: verso quota 423 ppm

Secondo le previsioni dell’istituto britannico, la media annuale del 2024 dei livelli di CO2 in atmosfera – misurati all’osservatorio di Mauna Loa, alla Hawaii, punto di riferimento mondiale per questo tipo di rilevazioni – saranno di 2,84 ± 0,54 parti per milione (ppm) più alti di quelli del 2023. Per un totale, in valori assoluti, che andrà a battere intorno a 423,6 ± 0,5 ppm.

Prima dell’era industriale, i valori di anidride carbonica erano rimasti stabili attorno a 280 parti per milione per circa 6000 anni. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale erano 310 ppm. Durante la crisi petrolifera degli anni ’70 erano 335 ppm. Poi inizia l’accelerazione: 353 ppm nel 1990, 368 ppm nel 2000 (+15), 388 ppm nel 2010 (+20), 412 ppm nel 2020 (+24).

“L’aumento della CO2 atmosferica ha subito un’accelerazione negli ultimi sessant’anni. Se si vuole che il riscaldamento globale rimanga al di sotto di 1,5°C, il tasso di accumulo di CO2 nell’atmosfera dovrebbe rallentare sostanzialmente nei prossimi anni e arrestarsi del tutto prima della metà del secolo. Le previsioni per il 2024 non mostrano un simile rallentamento”, nota ancora Betts.

In parte, l’effetto di El Niño aumenta la concentrazione di CO2 perché indebolisce la capacità di assorbimento delle foreste tropicali. Ma anche scorporando questo fattore dalle previsioni per il 2024, i soli fattori antropici – principalmente l’uso di combustibili fossili – bastano per far salire la traiettoria dell’accumulo di CO2 troppo verso l’alto.

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