C’è la mano dell’uomo dietro il 37% delle morti da ondate di calore

Uno studio molto dettagliato su Nature Climate Change ricostruisce la mappa globale dei decessi da caldo record basata su dati da 732 località in 43 paesi e riesce a scorporare l’impatto aggiuntivo causato dal global warming indotto dall’uomo

Ondate di calore: il riscaldamento globale responsabile di 1 morte su 3
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Il riscaldamento globale di origine antropica aumenta la mortalità delle ondate di calore

(Rinnovabili.it) – Le ondate di calore sono uno degli eventi climatici estremi con il più alto tasso di mortalità. Quella da record che investì l’Europa nell’estate del 2003 fece 70mila vittime in tutto il continente, mentre i periodi di caldo estremo per più di 5 giorni consecutivi aumentano di frequenza. Secondo studi recenti, la mortalità legata al calore è sottostimata di almeno 50 volte in Australia, mentre in paesi come Pakistan e India le heat waves mietono centinaia di vittime ogni anno e paralizzano le grandi metropoli della regione.

Come è noto, il riscaldamento globale contribuisce a rendere gli eventi climatici estremi più intensi e frequenti. E quindi anche ad aumentarne la mortalità. Ma di quanto? A questa domanda risponde uno studio pubblicato su Nature Climate Change, che si basa su dati relativi a 732 località sparse in 43 paesi e su modelli che permettono di simulare l’impatto di questi eventi al netto delle emissioni antropiche di gas serra. Il risultato? Il global warming è responsabile del 37% delle morti legate alle ondate di calore estremo avvenute tra il 1991 e il 2018.

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Se guardiamo più da vicino la mappa della mortalità da caldo record nel mondo ricreata dai ricercatori, si notano differenze regionali importanti. Il continente dove la mano dell’uomo è responsabile di più morti, in percentuale, è l’America centrale e meridionale. In alcuni paesi come Ecuador e Colombia l’aumento per cause antropiche tocca il 76%. Segue poi il sud-est asiatico con una forchetta compresa tra il 48% e il 61%.

Lo studio fornisce uno sguardo di dettaglio su alcune realtà urbane globali, cioè i contesti dove si concentra la mortalità da caldo estremo. Il numero di decessi aggiuntivi causati dal riscaldamento globale in occasione delle ondate di calore arriva al 44% (136 morti in più) a Santiago del Cile, supera il 53% (146 decessi) a Bangkok e si attesta tra il 44 e il 48,5% a New York e Ho Chi Minh City. Meno pesante ma comunque considerevole il bilancio per alcune capitali europee: a Roma i morti in eccesso sono in media 172 (32% del totale), ad Atene 189 (26%), a Madrid 177 (quasi 32%).

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