I fondali oceanici non sono più dei buoni pozzi di carbonio

Il progetto iAtlantic esplora i fondali profondi per valutare come varia la capacità di stoccaggio della CO2 all’aumentare della temperatura globale

pozzi di carbonio
Foto di Martin Str da Pixabay

Il riscaldamento globale peggiora la performance dei carbon sink oceanici

(Rinnovabili.it) – Finora gli oceani hanno assorbito circa il 30% dell’anidride carbonica che produciamo ogni anno, dando un contributo essenziale per limitare il riscaldamento globale. Ma l’aumento delle temperature può far saltare questo meccanismo, rivela una ricerca condotta dal progetto iAtlantic, e diminuire l’efficacia delle masse oceaniche come pozzi di carbonio.

I ricercatori si sono concentrati sui fondali oceanici a grande profondità, circa 6.000 metri. È qui che viene stoccata buona parte della CO2 assorbita dai mari. L’oceano, infatti, assorbe CO2 dall’atmosfera perché, all’aumentare della concentrazione atmosferica, una maggiore quantità viene disciolta nell’acqua di superficie.

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Qui entrano in gioco differenze di temperature tra le masse d’acqua e correnti marine, che fanno affondare quest’acqua ricca di CO2 quando si raffredda. Una volta inabissatasi, l’acqua (e la CO2 assorbita) può rimanere bloccata per centinaia di anni. L’anidride carbonica viene anche stoccata nei fondali e dagli ecosistemi profondi.

Ma l’aumento della temperatura degli oceani previsto dal cambiamento climatico in corso modifica le qualità di questi pozzi di carbonio. Secondo i ricercatori, già oggi “gli ecosistemi stanno trasformando il carbonio più velocemente. Stanno funzionando a una temperatura più alta più rapidamente, e rilasceranno più carbonio in futuro”.

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Di queste dinamiche e dell’esatto sviluppo dei pozzi di carbonio costituiti dai fondali profondi, la scienza climatica ha ancora una comprensione parziale. Esistono però stime che mettono in prospettiva l’importanza che ha il ciclo del carbonio oceanico per il riscaldamento globale. “Oltre alle nostre emissioni di carbonio, l’oceano ha assorbito oltre il 90% del riscaldamento globale”, ricordano i ricercatori. “E se non ne capiamo abbastanza bene l’impatto, non possiamo fare i modelli più accurati in futuro”.

D’altro canto, va ricordato che stimare la capacità stessa degli oceani di assorbire CO2 dall’atmosfera è ancora un calcolo senza risultati davvero consolidati. Un recente paper scientifico, pubblicato a settembre 2020, ripercorreva il procedimento e portava a stime migliori: la CO2 sequestrata ogni anno non sarebbe 2Gt ma quasi il 50% in più (2,8-2,9Gt).

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