La Gran Bretagna tocca i 40,3°C, frantumato il record di caldo del 2019

Il 19 luglio, l’ondata di calore che aveva già investito penisola iberica e Francia ha raggiunto il picco anche sul Regno Unito. Dopo la notte più calda mai registrata, una trentina di stazioni meteo hanno superato il record del 2019. A Londra ovunque più di 40 gradi

Record di caldo: per la 1° volta, la Gran Bretagna tocca i 40 gradi
Anche la centralina meteo ai Kew Gardens di Londra ha superato i 40°C il 19 luglio. via depositphotos.com

Il vecchio record di caldo era 1,5 gradi più basso

(Rinnovabili.it) – Almeno 29 centraline meteo in Gran Bretagna ieri hanno superato il record di caldo di 38,7°C, registrato ai Kew Gardens di Londra nel 2019. Non di pochi decimali, ma di un buon grado e mezzo. Così, a Londra e molte altre città, la colonnina di mercurio ha oltrepassato la soglia psicologica dei 40°C.

Nuovo record di caldo: toccati i 40,3°C

Il nuovo record di caldo (provvisorio: il Met Office dovrà convalidare nei prossimi giorni tutti i valori) è di 40,3 gradi, raggiunti ieri a Coningsby, un piccolo paese 40 km a est di Nottingham. Tutte le stazioni di Londra hanno segnato più di 40°C: St James’s Park e l’aeroporto di Heathrow 40,2 gradi, i Kew Gardens 40,1.

Questa ondata di calore ha portato al Regno Unito anche la notte più calda di sempre. In molte località i termometri non sono scesi sotto i 25 gradi, con il record toccato a Emley Moor, nel West Yorkshire, con 25,9°C. Il primato precedente era di poco superiore ai 23°C e risaliva al 1990.

Le reazioni degli scienziati del clima

“Trovo sconvolgente che oggi abbiamo raggiunto queste temperature nel 2022, distruggendo il precedente record stabilito solo nel 2019”, ha affermato Peter Stott del Met Office. “Sconvolgente” non è un termine fuori luogo, esagerato o sensazionalista. Il perché è presto detto. Appena due anni fa lo stesso Stott aveva calcolato che sì, esisteva una probabilità che la Gran Bretagna raggiungesse i 40 gradi a causa della crisi climatica. Ma era una probabilità molto bassa, nell’ordine dell’1%.

Il timore, non solo di Stott ma di molti scienziati del clima, è che temperature come quelle di ieri in Gran Bretagna siano il segnale che il riscaldamento globale corra più rapido di quanto si pensi. O che l’aumento di intensità e frequenza delle ondate di calore, dovuto alla crisi climatica, segua una curva più ripida del previsto. (lm)

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