Sbiancamento dei coralli: addio barriere entro il 2100 anche se rispettiamo Parigi

L’Unep è riuscito a stimare con più precisione la capacità di adattamento dei coralli all’aumento della temperatura delle acque. Ma il riscaldamento globale corre più veloce

Sbiancamento dei coralli
credits: Marcelo Kato da Pixabay

Eventi globali di sbiancamento dei coralli diventeranno la norma

(Rinnovabili.it) – Eventi globali come lo sbiancamento dei coralli che si è verificato tra il 2014 e il 2017 diventeranno la norma nei prossimi decenni. E le previsioni per la sopravvivenza delle barriere coralline sono da rivedere al ribasso. Lo sostiene l’Unep, l’agenzia delle Nazioni Unite per la protezione dell’ambiente.

I modelli climatici aggiornati, presentati in un rapporto dell’agenzia, dimostrano che lo sbiancamento dei coralli sta avvenendo più velocemente del previsto e che la salute futura delle barriere coralline in tutto il mondo è inestricabilmente legata alla riduzione delle emissioni di gas serra.

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Il fenomeno dello sbiancamento è la risposta dei coralli allo stress termico. Questo, a sua volta, ha come causa un aumento della temperatura delle acque marine oltre certi livelli di soglia. I coralli reagiscono allo stress termico prima “colorandosi” di una pigmentazione accesa, quindi perdendo completamente colore. A questo stadio sono normalmente dichiarati morti. L’evento su scala globale iniziato 6 anni fa è il terzo con questa ampiezza.

Nel rapporto, gli autori hanno cercato di valutare le capacità di adattamento dei coralli all’innalzamento delle temperature degli oceani. Le stime presentate prevedono che per ogni 0,25°C di riscaldamento ‘tollerato’ in più, i coralli guadagnano circa 7 anni prima di cedere allo stress termico.

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Buona notizia? Non proprio, visto il ritmo attuale del riscaldamento globale e il suo impatto sui mari. A conti fatti, con i livelli di emissioni previsti in uno scenario in cui si limita il global warming a 2°C (rispettando l’accordo di Parigi), le barriere coralline saranno comunque tutte colpite dallo sbiancamento entro il 2100.

“Se non agiamo, le barriere coralline scompariranno presto”, afferma Leticia Carvalho, capo della sezione Marine and Freshwater dell’Unep. “L’umanità deve agire con urgenza, ambizione e innovazione,  basate su prove scientifiche, per cambiare la traiettoria di questo ecosistema, che è il campanello d’allarme per l’impatto del clima sugli oceani, prima che sia troppo tardi”.

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