Cambiamento climatico ed ebola: siamo fermi

Il presidente della Banca Mondiale, Jim Jong Kim, denuncia l’immobilismo in merito a due temi importanti di scottante attualità: cambiamento climatico ed ebola

Cambiamento climatico ed ebola siamo fermi(Rinnovabili.it) – L’immobilismo contro il cambiamento climatico potrebbe avere gli stessi risultati di un immobilismo contro l’ebola, con significativi impatti umani ed economici. Lo ha detto il presidente della Banca Mondiale, Jim Jong Kim, in un discorso al Fondo Monetario Internazionale. Affrontare le due questioni, secondo il presidente, avvicinerebbe la World Bank ai suoi obiettivi di ridurre la povertà estrema nel mondo entro il 2030.

«In un mondo in cui i disastri naturali, i conflitti, gli shock finanziari e le epidemie stanno diventando sempre più frequenti e distruttivi, dobbiamo fare qualsiasi cosa per dare un contributo. Ad esempio, ebola e cambiamento climatico hanno alcune cose in comune. La più importante è che in tutti e due i casi stiamo finendo il tempo per trovare soluzioni».

Jim Jong Kim ha sostenuto poi che i tentativi fatti finora sono inefficienti o inadeguati, e l’immobilismo sta letteralmente uccidendo le persone. La rapida diffusione di un virus, così come un continuo avvelenamento dell’atmosfera e degli oceani, sono situazioni analoghe e analogamente urgenti che dovrebbero essere risolte con lo stesso impegno «sia per aumentare le prospettive di crescita economica, sia per la salute pubblica».

 

I critici potrebbero chiedersi se alla Banca mondiale importi più la prima o la seconda, ma la replica è: «Noi abbiamo un piano per mantenere entro di 2 gradi l’aumento delle temperature. Si basa prezzo del carbonio, sull’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, il sostegno a una agricoltura climate-friendly, la costruzione di città più pulite e l’investimento in energie rinnovabili». Un piano che hanno firmato in molti: 74 governi (che valgono più del 54% della CO2 emessa in atmosfera e circa metà della popolazione mondiale) e oltre 1000 compagnie hanno deciso ad esempio di mettere un prezzo sul carbonio. Bisognerà capire se le buone intenzioni sull’agricoltura amica del clima significhino un ok agli OGM, considerati da alcuni meno impattanti perché evitano i pesticidi. Così come sarà tutta da vedere l’articolazione degli investimenti nelle energie rinnovabili: se la soluzione sarà simile a quella adottata di recente dall’India sull’idroelettrico, qualcuno potrebbe avanzare delle perplessità. A prescindere dall’ebola.

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