CleanAir@School, il progetto per monitorare la qualità dell’aria a scuola

Lanciato dalla European Environment Agency, il progetto prevede la partecipazione di studenti, genitori e docenti per misurare la qualità dell’aria nei pressi degl’istituti scolastici.

cleanair@school qualità dell'aria scuolaLe scuole partecipanti al programma CleanAir@School verrano dotate di semplici apparecchi per misurare i livelli di biossido di azoto dentro e fuori gli istituti

 

(Rinnovabili.it) – La European Environment Agency lancia il progetto CleanAir@School: un programma di citizen science che coinvolge studenti, genitori e docenti nel monitoraggio della qualità dell’aria nei pressi delle scuole.

 

Gl’istituti che aderiranno al progetto, in collaborazione con lo European Network of the Heads of Environmental Protection Agencies (EPAs), verranno dotati di due semplici dispositivi per la misurazione del biossido di azoto (NO2): uno da piazzare all’esterno della scuola, l’altro da installare in una zona meno esposta all’inquinamento atmosferico, come il cortile interno dei plessi.

 

Il progetto mira a sensibilizzare le comunità locali: da una arte gli studenti potranno osservare direttamente come si effettua il monitoraggio dell’aria e quanto questo sia importante per garantire loro un ambiente salubre, dall’altra genitori e familiari avranno indicazioni dirette su quanto l’utilizzo di trasporti pubblici e privati impattino sull’aria respirata dai propri figli. Le scuole partecipanti somministreranno diversi questionari per valutare gli eventuali cambi di abitudini legati alle conoscenze acquisite.

 

I dati raccolti serviranno anche da integrazione rispetto a quelli forniti dalle agenzie ufficiali, in linea con l’obiettivo della Commissione europea di promuovere il largo utilizzo della cosiddetta citizen science come parte del sistema di monitoraggio ambientale.

 

>>Leggi anche La panchina anti smog che cambia colore a seconda della qualità dell’aria<<

 

Il problema dell’inquinamento atmosferico nei dintorni delle scuole sta diventando un tema sempre più dibattuto, soprattutto nel vecchio continente: a marzo, un sondaggio promosso dall’associazione ecologista britannica Sustrans aveva raccolto i pareri di oltre 800 docenti, di cui il 60% si era detto favorevole a vietare l’accesso di auto private nelle vie limitrofe ai plessi scolastici.

 

Anche in Italia, a Monza, un’associazione ambientalista, FIAB MonzainBici, ha proposto la chiusura al transito dei veicoli 20 minuti prima e dopo l’entrata e l’uscita degli studenti dalle scuole, ottenendo il via libera alla sperimentazione da parte del Consiglio d’Istituto della statale Don Lorenzo Milani. Un test che, se dovesse avere riscontro positivo, potrebbe aprire a simili soluzioni anche in altre città del nostro Paese.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui