Le emissioni truccate di ossidi di azoto uccidono 5000 persone

La discrepanza tra test di laboratorio e condizioni di guida reale causa un eccesso di emissioni di ossidi di azoto che causa migliaia di morti premature

ossidi di azoto

 

Italia, Germania e Francia maglie nere per gli ossidi di azoto

 

(Rinnovabili.it) – Se il dieselgate aveva svelato emissioni superiori alle certificazioni delle case automobilistiche per i veicoli diesel leggeri (LDDV), uno studio appena uscito sulla rivista Environmental Research Letters dimostra che gli inquinanti non censiti grazie ai calcoli truccati comportano 5 mila morti premature nella sola Unione Europea.

Al paper hanno lavorato ricercatori da Norvegia, Austria, Svezia e Paesi Bassi, calcolando che circa 10 mila decessi complessivi all’anno, nel vecchio continente, possono essere imputati alle microparticelle nocive diffuse da questa classe di veicoli, tra cui rientrano anche i SUV. Quasi la metà delle vittime avrebbe potuto vivere più a lungo, affermano gli esperti, se le emissioni di ossidi di azoto (NOx) fossero state pari a quelle dichiarate nei test di laboratorio. Inoltre, a dimostrazione che le vetture a gasolio possono fare peggio perfino di quelle a benzina, lo studio sostiene che se le emissioni di NOx fossero state pari a quelle causate dai motori a petrolio, quasi 4 morti premature su 5 sarebbero state evitate.

 

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La maglia nera dei paesi con più decessi dovuti agli inquinanti va a Italia, Germania e Francia, che hanno un pericoloso mix di popolazione numerosa e alto numero di mezzi con motori diesel. Oggi, in Europa, grazie a politiche figlie di una retorica che ha promosso il gasolio come combustibile meno inquinante della benzina, la quota di auto che montano tale tecnologia è aumentata rapidamente a partire dagli anni ’90, al punto che oggi comprende circa il 50% degli autoveicoli su strada. In numeri assoluti, questo significa che 100 milioni di auto diesel viaggiano sulle strade europee, più del doppio rispetto al resto del mondo. Ma se da un lato sono meno responsabili delle emissioni di CO2, dall’altro compensano abbondantemente con i letali ossidi di azoto.

Il trasporto su strada, spiegano i ricercatori, contribuisce al 40% delle emissioni di NOx nei Paesi UE, aggravando l’impatto dello smog e delle piogge acide. I danni per la salute dovuti ad una lunga esposizione alle particelle inquinanti vanno da problemi di respirazione, irritazione oculare, perdita di appetito, corrosione dei denti, mal di testa e riduzione delle funzioni polmonari.

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