Francia: approvata la Legge che fissa l’obiettivo zero emissioni per il 2050

Dopo il Regno Unito, il Paese transalpino diventa il secondo membro dei G7 a puntare alla neutralità di carbonio per metà secolo.

zero emissioni franciaL’obiettivo zero emissioni era stato già proposto, ma non approvato, al Consiglio europeo da 18 Stati membri

 

(Rinnovabili.it) – L’Assemblea Nazionale francese ha approvato il primo articolo di un pacchetto di misure che porterà il Paese transalpino a raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro il 2050. A poche settimane dall’annuncio del Regno Unito, un altro Paese del G7 punta la neutralità di carbonio entro metà secolo, così come previsto dagli Accordi di Parigi firmati nel 2015.

 

La spinta decisiva per l’approvazione del provvedimento, in discussione da febbraio 2019, è arrivata dal primo rapporto dell’Alto Consiglio per il clima (HCC), un gruppo di esperti nominato dallo stesso Macron: secondo l’HCC, la Francia avrebbe mancato gli obiettivi di taglio delle emissioni negli ultimi 4 anni (tra il 2015 e il 2018), calate solo dell’1,1% invece dei programmati 1,9%. Un trend che avrebbe portato il Paese a mancare anche gli obiettivi posti per il medio e lungo termine (rispettivamente il 2030 e il 2050) tradendo di fatti gl’impegni presi con gli Accordi di Parigi.

 

Il primo blocco del provvedimento approvato dal Parlamento francese prevede l’innalzamento dell’obiettivo di riduzione del consumo di risorse fossili dal precedente 30% rispetto ai valori del 1990 al 40% entro il 2030; la promozione delle energie rinnovabili, a basse emissioni di CO2 e dell’idrogeno oltre a misure per tagliare i consumi energetici di circa 7,2 milioni di abitazioni dotate di cattivo isolamento termico.

 

Il settore edilizio (che da solo conta per il 45% dei consumi transalpini e per il 19% delle emissioni) e quello dei trasporti (31% delle emissioni in Francia) sono i maggiori responsabili individuati dall’HCC del “fallimento” francese nella lotta alle emissioni.

 

Le altre misure in vista che dovrebbero essere approvate dal Parlamento francese nelle prossime settimane prevedono il raggiungimento della neutralità di carbonio entro il 2050 (l’obiettivo precedente era -75% di emissioni rispetto al 1990 per metà secolo); il posponimento al 2035 della riduzione dal 75% al 50% di quota energetica garantita dal nucleare (il target precedente era fissato al 2025); la revisione dell’obiettivo di riduzione del consumo energetico dal 20% precedente al 17% entro il 2030, mantenendo inalterato l’obiettivo finale di -50% di consumi per il 2050.

 

Una delle più immediate conseguenze dell’articolo appena approvato dovrebbe essere l’imposizione di nuovi stringenti limiti sulle emissioni che dovrebbe portare alla chiusura entro il 2022 delle ultime 4 centrali energetiche alimentate a carbone di Francia.

 

“Nel momento in cui siamo costretti a confrontarci con manifestazioni del cambiamento climatico come l’ondata di calore che sta investendo il centro Europa – ha commentato il Ministro dell’Ecologia francese, Francois de Rugy – Riaffermiamo la nostra ambizione con questa Legge, iscrivendo nella pietra il principio di raggiungere la neutralità di carbonio entro il 2050″.

 

La scelta del Regno Unito prima e quella attuale della Francia, con in mezzo la dichiarazione più ambigua del Giappone di raggiungere le zero emissioni al più presto entro la seconda metà del secolo, porterà probabilmente altre economie avanzate a innalzare i propri target di taglio delle emissioni e di transizione energetica.

 

Tuttavia poche settimane fa, l’ultimo Consiglio europeo prima della Conferenza ONU sul clima prevista per il prossimo settembre, ha visto il fallimento della proposta supportata da 18 Stati membri di fissare l’obiettivo zero emissioni per il blocco Ue entro il 2050.

 

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