Fuoriuscita di petrolio in Liguria il giorno del referendum

Ieri pomeriggio si è rotta una condotta nel genovese, provocando uno sversamento di petrolio nel fiume Polcevera

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(Rinnovabili.it) – Ieri, quando mancavano una ventina di minuti alle 23, i media nazionali hanno dato la notizia di uno sversamento di migliaia di litri di petrolio in Liguria, alla foce del torrente Polcevera (Genova). È accaduto a causa della rottura di una condotta dell’oleodotto Iplom che da Multedo corre fino a Busalla. L’azienda stava trasferendo del greggio da una nave nel porto di Multedo. L’incidente, secondo i siti web locali, è stato notato da alcuni passanti intorno alle 19,30. La notizia è uscita a una manciata di minuti dalla chiusura dei seggi.

L’impianto è stato posto sotto sequestro. Il sostituto procuratore di Genova, Alberto Landolfi, ha aperto un’indagine a carico di ignoti per disastro colposo. Delle indagini si sta occupando l’Arpal (Agenzia regionale di protezione ambientale ligure), che dovrà stabilire le cause dello sversamento. Per fermare la corsa del petrolio, sono state sistemate panne di contenimento in mare e lungo le sponde degli affluenti del Polcevera: il Rio Fegino e il Valpolcevera.

 

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«Stiamo valutando se dal punto di vista legale ci sono le condizioni per chiedere i danni per questo incidente», ha detto il sindaco di Genova, Marco Doria.

Il presidente della Regione, Giovanni Toti, ha parlato di «danno ingente» e «emergenza nazionale» allo scopo di «ottenere fondi dal governo».

Fuoriuscita di petrolio in Liguria il giorno del referendumL’azienda si dichiara «impegnata nelle azioni di bonifica che proseguiranno fino a completa rimozione e pulitura dell’alveo. Per tutta la notte sono proseguiti gli interventi avviati ieri sera a seguito della rottura di una tubazione interrata dell’oleodotto che collega la raffineria di Busalla. Secondo il Piano di Emergenza, subito attivato in collaborazione con i Vigili del Fuoco, sono state posate le panne di Iplom e di Servizi Ecologici sul Polcevera e messo in atto l’assorbimento del prodotto sversato tramite mezzi autospurgo. Al contempo è stata costruita una briglia sifonata nel tratto terminale del fiume per trattenere il prodotto e assorbirlo.Nel rio Fegino, nel tratto interessato, è tuttora in corso la schiumatura per limitare l’evaporazione».

L’obiettivo è separare l’acqua dal petrolio, così da poter aspirare il combustibile e bonificare l’area entro qualche giorno. Pesci e altri piccoli animali sono stati trovati morti nell’acqua inquinata.

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