G20: il Canada si impegna sul clima, l’Australia no

L’Australia irremovibile, il Canada si converte. Il presidente, Stephen Harper, salta la barricata: ha promesso al G20 che darà il suo contributo al Green Climate Found.

G20 il Canada si impegna sul clima l’Australia no
Il premier australiano Tony Abbott (a sinistra) e quello canadese Stephen Harper

 

(Rinnovabili.it) – Aveva detto che no, mai avrebbe finanziato quell’inutile fondo sul clima, ma poi ha cambiato idea. Stephen Harper, presidente del Canada, è uscito dal G20 di Brisbane con una promessa: anche il suo Paese contribuirà economicamente al Green Climate Found (GCF). Gli impegni di Stati Uniti e Giappone – i primi contribuiranno con 3 miliardi di dollari al GCF, il secondo con 1.5 – hanno giocato a favore di una conversione di Harper sulla via di Damasco. Un’altra delle poche nazioni ancora ostili a prendere atto del cambiamento climatico ha dunque saltato la barricata. Secondo il Financial Times, in settimana arriverà l’impegno per 1 miliardo da parte dell’Inghilterra, a pareggiare le offerte di Francia e Germania. ci si avvicina, così, all’obiettivo di 10 miliardi annui con cui si era stabilito di implementare il fondo quando è stato aperto.

 

 

Resta da convincere l’Australia, Paese ospitante del G20, il cui premier Tony Abbott ha resistito ancora una volta alle pressioni internazionali volte a favorire un impegno sul global warming anche da parte della terra dei canguri. Ora che Stephen Harper – pur non dichiarando quale cifra il Canada farà confluire nel fondo per il clima – ha dato uno strappo significativo all’amicizia politica con Tony Abbott, l’Australia si trova praticamente isolata nel mantenere posizioni rigidamente ostili alle politiche ambientali e alla decarbonizzazione. Eppure il governo non sembra sentire il disagio, da come ha liquidato i grandi del mondo che venivano a chiedergli uno sforzo: «Stiamo facendo abbastanza e non intendiamo, in questo momento, fare di più», ha detto il presidente australiano ad Angela Merkel durante il G20. «Come leader del più grande Stato produttore di carbone – ha poi dichiarato – mi schiero a favore del carbone. Tutte le nazioni mettono in campo azioni  per contrastare il cambiamento climatico. Lo facciamo anche noi, a modo nostro».

 

Il ministro dell’ambiente, Greg Hunt, ha addirittura cercato di comparare i 3 miliardi annunciati da Obama con i 2.5 stanziati dal suo Paese per la politica interna. «Il valore in scala, rispetto agli USA, del nostro Direct Action Plan – ha detto Hunt – è di 25 miliardi». Ai leader mondiali, che chiedono almeno di destinare risorse a fondi analoghi al GCF, il ministro ha proposto un fondo regionale per le foreste: il governo ne ha promesso di recente la creazione. Gli destinerà risorse per soli 6 milioni di dollari.

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