Albatros “spia” per monitorare la pesca illegale

Equipaggiati con trasmettitori satellitari e localizzatori GPS, gli albatros spia “ingaggiati” per lo studio hanno permesso di monitorare spostamenti e attività dei pescherecci nell’Oceano Australe.

pesca illegale
Credit: pixinio immagini gratuite

La pesca illegale rappresenta dal 12 al 28% delle catture globali: si tratta di una grave minaccia per ecosistemi e sicurezza alimentare

(Rinnovabili.it) – Una flotta di 170 albatros equipaggiati con trasmettitori satellitari e localizzatori GPS è stata impiegata per individuare i pescherecci illegali e monitorare i loro spostamenti e attività.
Condotto dal gruppo di ricerca guidato da Henri Weimerskirch del Centre d’études biologiques di Chizé (CNRS /La Rochelle Université), il programma Ocean Sentinel ha permesso già, tra dicembre del 2018 e giungo 2019, di registrare oltre 600.000 posizioni GPS ed effettuare oltre 5.000 rilevazioni radar di 353 barche diverse, in oltre 47 milioni di km2 nell’Oceano Australe. 

 

Scelti per la loro capacità di percorrere in volo enormi distanze nell’oceano aperto, gli albatros sono stati equipaggiati con dispositivi basati sul sistema Argos, GPS ed un detector di radar miniaturizzato. “I pescherecci illegali non sono equipaggiati di AIS (Automatic Identification System) – spiegano da CNRS – ma hanno comunque bisogno di un radar per navigare”.  Ed è esattamente questo il punto su cui si basa il progetto. Quando gli uccelli si avvicinano alle imbarcazioni, i loro localizzatori individuano il segnale, trasmettendolo direttamente agli scienziati.Se non corrisponde a quello di una nave identificata dall’AIS in una Zona economica – aggiungono i ricercatori – il peschereccio è probabilmente coinvolto in attività illegali”.

 

Confrontando i segnali trasmessi dagli uccelli con i dati disponibili pubblicamente dagli AIS delle navi, i ricercatori hanno appurato che solo un terzo dei pescherecci attivi nelle Zone economiche esclusive (ZEE), all’interno delle quali le navi devono obbligatoriamente dichiarare le proprie attività ai Paesi che le gestiscono, tenevano il sistema acceso e che il 36,9% delle navi incontrate nelle acque internazionali teneva spento l’AIS. Chiaro segnale di un’attività di pesca illegale perché non dichiarata.

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Poiché ad essere attratti dai pescherecci e, quindi, dal cibo, si sono dimostrati essere principalmente gli esemplari di albatros più giovani, l’esperimento ha inoltre permesso di approfondire la conoscenza di questi animali. Un risultato altrettanto prezioso considerando che questi uccelli sono considerati una specie a rischio, minacciata dalla carenza di cibo in parte dovuta proprio alla pesca illegale ed allo sfruttamento indiscriminato delle risorse ittiche. 

L’attività degli uccelli-spia, in ogni caso, potrebbe non fermarsi qui:Abbiamo dimostrato che è possibile”, ha detto Henri Weimerskirch del Centre d’Etudes Biologiques de Chizé commentando i risultati dello studio. “Il progetto con gli albatros è stato un grande successo e potrebbe integrare la sorveglianza satellitare: questi uccelli sono stati in grado di trasmettere dei dati in tempo reale, potrebbero essere anche utilizzati nel quadro degli sforzi di applicazione della legge in collaborazione con le autorità marittime”. 

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