Alla COP27 sul clima, l’Africa rivendicherà una transizione basata sulle fossili

Formalizzata la posizione negoziale comune dei 55 paesi africani in vista del summit sul clima di novembre, ospitato dall’Egitto. L’obiettivo è mettere in produzione molti dei grandi giacimenti di gas scoperti nel continente negli ultimi anni

COP27 sul clima: l’Africa difenderà le fossili
Photo by Arvind Vallabh on Unsplash

Difficile che alla COP27 di Sharm el-Sheikh si fissi una data per il phase out globale delle fossili

(Rinnovabili.it) – Il petrolio e persino il carbone devono giocare un ruolo nel breve e nel medio termine per aiutare l’Africa a espandere l’accesso all’energia, che oggi è negato a 600 milioni di persone nel continente. E il gas è la chiave per il suo sviluppo economico. È la posizione comune formalizzata ieri dai paesi africani in vista della COP27 sul clima.

Una posizione che era nell’aria già da qualche mese. Ed è stata duramente criticata da associazioni ambientaliste di tutto il mondo. Ma questo non ha spostato di una virgola l’intenzione dei paesi africani di sfruttare la congiuntura – crisi energetica e guerra in Ucraina, con conseguente fame di energia da parte dell’Europa – per piantare il piede sull’acceleratore. In particolare del gas.

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La transizione energetica non può essere uguale per tutti, spiega la commissaria a Infrastrutture ed Energia dell’Unione Africana, Amani Abou-Zeid. L’Africa, con i suoi 55 paesi, è responsabile soltanto del 4% delle emissioni globali. “L’accesso all’energia è un problema più grande della transizione energetica”, aveva puntualizzato di recente Abou-Zeid. “Non possiamo ignorare nessuna fonte di energia, ma dobbiamo continuare a migliorare il mix energetico e renderlo più pulito”.

Ma le cose non sono così lineari come vengono dipinte dagli ufficiali africani. L’idea di mettere in produzione nuovi giacimenti, soprattutto di gas, viste le ingenti scoperte degli ultimi anni, non va principalmente a beneficio dell’Africa. Una buona parte delle fossili estratte andrebbero verso i mercati europei, senza contribuire allo sviluppo industriale dei paesi produttori. Quanto agli introiti, il timore è che – come in passato – finiscano più per ingrassare le élites che per promuovere sviluppo a livello locale.

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Tutte considerazioni che non troveranno probabilmente spazio alla COP27 sul clima, che si terrà a Sharm el-Sheikh, in Egitto, dal 6 al 18 novembre prossimi. E probabilmente la posizione pro petrolio, carbone e gas dell’Africa scrive la parola fine sull’ambizione di fissare una data per il phase out delle fossili.

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