Prende forma il compromesso finale sugli obiettivi climatici UE

Dalla videoconferenza informale dei ministri dell’Energia dell’UE, arrivano i primi consensi ad alzare l’obiettivo di riduzioni delle emissioni 2030. Ma i sì sono ancora parziali e l’ambizione, contenuta

obiettivi climatici UE
Credits: © BMWi/Andreas Mertens

L’Europa lavora per trovare un equilibrio tra obiettivi climatici ed economia

(Rinnovabili.it) – Un altro tassello dei nuovi obiettivi climatici UE va al suo posto e il traguardo si avvicina. Ma con l’ennesimo compromesso al ribasso all’orizzonte. Tra i ministri dell’Energia dei 27 paesi membri è finalmente emersa una maggioranza forte a favore di un aggiornamento del taglio delle emissioni rispetto alla soglia attuale che è al 40% rispetto ai livelli del 1990. Lo ha annunciato il ministro dell’Economia tedesco Peter Altmaier in conferenza stampa, dopo l’incontro di livello ministeriale che si è tenuto il 6 ottobre.

“Abbiamo una finestra di opportunità storica per mostrare che facciamo sul serio a proposito della neutralità climatica e che siamo determinati a raggiungere questo obiettivo lavorando insieme al mondo dell’industria”, ha dichiarato Altmaier. Il passo in avanti è piccolo, ma ha messo in moto un processo che potrebbe togliere di mezzo entro Natale i niet di quei paesi che più temono di essere danneggiati nell’economia da obiettivi climatici UE troppo ambiziosi.

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Da un lato, Altmeier ha fatto intendere che la via maestra da seguire è introdurre la carbon border tax sulle importazioni. Un provvedimento che proteggerebbe le economie e i prodotti europei dalla concorrenza estera, non soggetta a vincoli climatici così stringenti. Ma al tempo stesso limiterebbe anche il rischio di carbon leakage, cioè la delocalizzazione fuori dai confini UE da parte di aziende europee per tentare di aggirare le nuove norme in difesa del clima.

Dall’altro lato, la commissaria per l’Energia Kadri Simson ha teso la mano proprio ai paesi membri più diffidenti. Nelle prossime settimane, la Commissione valuterà l’impatto che un taglio delle emissioni del 55% (la proposta dell’esecutivo comunitario) potrebbe avere sui singoli settori industriali. Era una richiesta fatta a gran voce soprattutto dalla Polonia, che in questo modo spera di trovare degli appigli concreti per chiedere esenzioni o regole ad hoc più flessibili che non danneggino troppo la sua industria del carbone. E impedire che gli obiettivi climatici UE vengano alzati ulteriormente al 60%, come votato il 7 ottobre dall’europarlamento. La quadra probabilmente sarà raggiunta al prossimo consiglio europeo in programma il 10 e 11 dicembre.

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