Anche i pozzi di carbonio europei devono diventare “Fit for 55”

Entro il 2030 i carbon sink UE dovranno assorbire 310 mln di t di CO2e l’anno. Bruxelles fisserà obiettivi vincolanti per legge per ogni paese membro. Dal 2031 nel computo anche le emissioni agricole. Prevista anche l’istituzione di un mercato di crediti di carbonio

Pozzi di carbonio: l’UE fissa obiettivi vincolanti per legge
Foto di Andreas Riedelmeier da Pixabay

Trapela la bozza di provvedimento UE sui pozzi di carbonio

(Rinnovabili.it) – La neutralità climatica europea passa dalla tutela e dall’espansione dei carbon sink naturali. Ma tutti devono fare la loro parte. E quindi: obiettivi obbligatori per ciascuno dei 27 paesi membri. È sui pozzi di carbonio che si concentra una delle 12 misure contenute nel pacchetto “Fit for 55”, il nuovo bazooka della Commissione su energia e clima che sarà presentato ufficialmente il 14 luglio. Lo scrive l’agenzia Reuters, che ha visto in anteprima la bozza del provvedimento.

Per raggiungere le emissioni nette zero entro il 2050, l’Unione Europea calcola che in aggiunta alla riduzione delle emissioni in fase di produzione, serviranno anche strumenti per assorbire la CO2 presente in atmosfera. Nel 2018, i pozzi di carbonio europei come le foreste, le praterie, i terreni coltivati e le zone umide hanno rimosso complessivamente 263 milioni di tonnellate di CO2 equivalente (CO2e). Cifra che tiene già conto della CO2 rilasciata quando le foreste vengono abbattute e altre aree vengono perdute a causa di incendi.

Leggi anche Pacchetto Fit for 55, in arrivo 12 proposte legislative su energia e CO2

Su questa base di partenza, Bruxelles vuole che entro il 2030 i pozzi di carbonio europei assorbano in tutto 310 milioni di t di CO2e ogni anno. Il compito di tutelare e mantenere vitali i carbon sink resta in capo agli Stati membri. E per assicurarsi di centrare l’obiettivo comunitario, l’esecutivo europeo fisserà per ciascuno Stato membro un obiettivo legalmente vincolante. La bozza non riporta numeri, che probabilmente saranno fissati in seguito.

Tra gli ambiti su cui ogni paese potrà intervenire figurano la protezione per le aree forestali e per le aree selvagge, la domanda di energia da biomassa, e anche la minaccia rappresentata da fattori come incendi e parassiti, che sono aggravati dal cambiamento climatico.

Leggi anche Giornata mondiale delle zone umide, un patrimonio poco conosciuto

Questo per il primo decennio. Poi, dal 2031, nel computo rientrerebbero anche le emissioni agricole, incluse quelle di metano, che andrebbero così a incidere sul totale netto dell’assorbimento da parte dei pozzi di carbonio. Un fronte su cui si sarebbe già potuto ottenere molto durante il primo decennio d’azione con una riforma della Pac, la politica agricola comune 2021-2027, più ambiziosa. Il testo su cui hanno dato da poco l’ok europarlamento e Consiglio, invece, non migliorerà la situazione rispetto a quella attuale. Dal 2010 a oggi, le emissioni legate all’agricoltura non sono diminuite.

Nel provvedimento del pacchetto “Fit for 55” spuntano poi i crediti di carbonio. L’UE prevede di istituire un sistema di certificati di rimozione del carbonio, si legge nella bozza, a disposizione di agricoltori e silvicoltori. Questi carbon credit, guadagnati sulla base della capacità di sequestro di CO2 dei propri possedimenti, potrebbero essere ceduti agli inquinatori che hanno bisogno di bilanciare le loro emissioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui