Stato dell’azione climatica: ecco dove siamo in ritardo (e come rimediare)

La valutazione fissa nuovi parametri di riferimento per settore con orizzonte 2030 e 2050. Il giudizio sui singoli settori guarda il loro specifico tasso di cambiamento

stato dell'azione climatica
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Il rapporto di WRI e ClimateWorks Foundation sullo stato dell’azione climatica

(Rinnovabili.it) – I progressi ci sono, ma sono troppo lenti. Siamo ancora sui binari sbagliati, quelli che ci faranno fallire gli obiettivi dell’accordo di Parigi. A poche settimane dal 5° anniversario del patto sul clima, il World Resources Institute e la ClimateWorks Foundation pubblicano un rapporto dettagliato sullo stato dell’azione climatica a livello globale. Un’analisi a 360°, con un ventaglio di suggerimenti di policy per i diversi settori coinvolti.

Nel complesso, il rapporto riconosce che sono stati fatti progressi sostanziali in molti settori. Ma in quasi tutti i casi il passo del cambiamento che è stato messo in moto non è abbastanza rapido. Allo stato attuale, quindi, non sarebbe possibile dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e arrivare alla neutralità climatica alla metà del secolo, le due condizioni ritenute essenziali per rispettare gli obiettivi di Parigi di contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C e possibilmente entro gli 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

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Se questo è lo stato dell’azione climatica, il rapporto sottolinea dove bisogna concentrare l’attenzione per accelerare i progressi. Gli autori hanno calcolato dei valori benchmark, cioè dei parametri di riferimento che devono indirizzare l’azione climatica dei governi. E hanno condotto una valutazione che si focalizza sul tasso di cambiamento di ciascun settore, che rispetto ai valori assoluti è una misura più precisa della probabilità che compia progressi sufficienti a raggiungere i parametri stabiliti.

Nell’ambito della generazione di elettricità, per l’obiettivo al 2030, la quota delle rinnovabili deve moltiplicarsi per 5. Allo stesso passo deve procedere il phase out del carbone, mentre deve triplicare il ritmo con cui viene ridotta l’intensità di carbonio. Un vero boom deve arrivare dagli EV: la diffusione di auto elettriche deve crescere di ben 22 volte in soli 10 anni. Infine, l’aumento annuale di copertura arborea deve quintuplicare.

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Il rapporto sullo stato dell’azione climatica si sofferma anche sull’arresto della deforestazione e sul contenimento delle emissioni dalla produzione agricola. Per quanto riguarda il primo punto, gli autori notano che per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, dobbiamo non solo fermare la deforestazione, ma anche spingere sulla riforestazione. Quanto alle emissioni della produzione agricola, sono aumentate del 3% tra il 2012 e il 2017. Si prevede che cresceranno del 27% tra il 2017 e il 2050, mentre per mantenere le temperature globali al di sotto di 1,5°C queste emissioni devono diminuire del 22% entro il 2030 e del 39% entro il 2050 rispetto ai livelli del 2017.

“Questo rapporto chiarisce che dobbiamo intensificare notevolmente l’azione in tutti i settori economici a livello globale, se vogliamo un futuro climatico stabile. Anche se stiamo facendo progressi graduali, il tempo stringe “, ha affermato Surabi Menon, Vice President of Global Intelligence della ClimateWorks Foundation. “Per fortuna il rapporto delinea anche alcune delle soluzioni che i settori pubblico e privato, così come la filantropia, possono perseguire per accelerare il nostro progresso verso un pianeta sano con un futuro prospero”.

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