Permangono debolezze nella definizione dell’ordine di priorità delle esigenze, nel monitoraggio dei progressi e nella condivisione dei risultati. Inoltre, spesso gli effetti a lungo termine e i benefici duraturi dei progetti non sono chiari.

Non è chiaro in quale misura i progetti strategici LIFE abbiano contribuito a tutelare l’ambiente e il clima in Europa, stando a una nuova relazione della Corte dei conti europea.
La relazione sottolinea che:
- i progetti non sempre danno priorità alle esigenze ambientali e climatiche più importanti degli Stati membri;
- non è possibile stabilire con certezza in che misura siano stati mobilitati finanziamenti aggiuntivi;
- manca una forma di monitoraggio adeguata e ciò ostacola una chiara valutazione dell’impatto complessivo dei progetti.
Cosa sono i progetti strategici LIFE
Il Programma LIFE è partito nel 1992. L’obiettivo è affrontare le sfide per ambiente e clima a cui l’UE è chiamata a rispondere, come l’inquinamento atmosferico e idrico, la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici.
Nel 2014 la Commissione europea ha introdotto nel programma i progetti integrati LIFE e nel 2021 c’è stata l’introduzione dei progetti strategici. I progetti strategici LIFE sono finanziati attraverso il Programma LIFE. Il loro scopo è sostenere i Paesi Membri ad attuare le strategie e i piani ambientali e climatici. Tali progetti dovrebbero aiutare a colmare il divario che esiste tra strategia e attuazione, grazie al coinvolgimento dei principali portatori di interessi (spesso uniti ai beneficiari diretti) e alla mobilitazione di finanziamenti aggiuntivi.
Ad oggi, il Programma LIFE avrebbe cofinanziato più di 5 000 progetti. Tutti i progetti hanno l’obiettivo di conseguire gli obiettivi climatici, energetici e ambientali del Green Deal europeo. Ad ottobre 2024 la Commissione ha assegnato 380 milioni di euro a 133 nuovi progetti.
Il Programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima 2021-2027, con una dotazione di 5,4 miliardi di euro, è dedicato alle principali sfide ambientali e climatiche in tutta l’Unione.
Quest’ultimo si divide in quattro sottoprogrammi:
- natura e biodiversità;
- economia circolare e qualità della vita;
- mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento agli stessi;
- transizione verso l’energia pulita.
Questi nuovi sottoprogrammi dovrebbero contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici dell’UE. In totale, il 25% della spesa di bilancio dell’UE e il 61% della nuova dotazione finanziaria di LIFE dovrebbero andare a progetti a favore del clima.
La nuova valutazione della Corte dei conti europea
Dodici anni fa la Corte ha pubblicato la prima relazione relativa al programma LIFE. Questa nuova revisione vuole migliorare la comprensione dei risultati dei progetti. A tal fine, gli auditor della Corte hanno esaminato 22 dei 95 progetti strategici finanziati a titolo di LIFE fino al mese di aprile 2025.
“I progetti strategici LIFE offrono un valido sostegno, favorendo la cooperazione dei portatori di interessi e attraendo fondi aggiuntivi”, ha dichiarato Joëlle Elvinger, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit. “Al contempo, permangono debolezze nella definizione dell’ordine di priorità delle esigenze, nel monitoraggio dei progressi e nella condivisione dei risultati. Inoltre, spesso gli effetti a lungo termine e i benefici duraturi dei progetti non sono chiari.”
Ambiente e clima: non si può valutare correttamente i progetti strategici LIFE dell’UE
I progetti strategici LIFE dovrebbero mobilitare finanziamenti aggiuntivi da almeno un’altra fonte privata, nazionale e dell’UE. Nonostante tutti per tutti e 22 progetti sottoposti alla valutazione questo finanziamento ci sia, la Corte dei conti europea ritiene che la mancanza di chiari orientamenti su cosa si intenda per “finanziamenti mobilitati” e l’assenza di una forma di monitoraggio da parte della Commissione rende impossibile stabilire in che modo tali finanziamenti contribuiscano all’attuazione della strategia. Inoltre, mancherebbe una metodologia standard per riuscire a tracciare correttamente i finanziamenti aggiuntivi. Questo, dunque, non permette di stabilire l’importo degli investimenti privati o pubblici attratti dai progetti.
Gli auditor della Corte hanno anche concluso che i progetti non sempre rispondono alle esigenze ambientali o climatiche più urgenti per gli Stati Membri. Ciò, di conseguenza, limita i possibili benefici. La relazione sottolinea che le buone pratiche e gli insegnamenti ottenuti raramente vengono condivisi su piattaforme a livello UE, e ciò riduce le possibilità di replicazione dei risultati. Esiste inoltre il rischio che i piani post-LIFE non siano in grado di assicurare la sostenibilità a lungo termine dei risultati conseguiti dai progetti, una volta esauriti i finanziamenti del Programma LIFE. L’efficacia di questi piani risente poi della mancanza di orientamenti specifici sul loro contenuto.
Infine, non sarebbe possibile valutare adeguatamente i progetti strategici LIFE sotto il profilo degli obiettivi principali perseguiti. La Corte evidenzia che i meccanismi di monitoraggio non sono uniformi. In assenza di un approccio di monitoraggio appropriato, è impossibile giudicare la performance complessiva dei progetti strategici LIFE e il loro contributo al conseguimento degli obiettivi dell’UE per ambiente e clima.












