Le emissioni prodotte dagli incendi in Europa dei primi sei mesi del 2026 equivalgono all'impronta carbonica annuale di quasi un milione di cittadini europei.

Europa centro-occidentale e meridionale sotto stretta osservazione
Gli ultimi dati ufficiali aggiornati al primo luglio 2026 dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione Europea, elaborati attraverso il sistema EFFIS (European Forest Fire Information System) del programma Copernicus Emergency Management Service, offrono un quadro dettagliato e analitico sulla situazione attuale degli incendi in Europa. Sebbene nei primi mesi dell’anno ci sia stato un parziale miglioramento rispetto all’anno precedente, l’allerta resta elevata: il fenomeno degli incendi boschivi continua a mostrare livelli di attività significativamente superiori alle medie storiche di lungo termine, con l’Europa centro-occidentale e meridionale sotto stretta osservazione per le anomalie termiche.
Il bilancio della prima metà del 2026: i numeri a confronto
In base al monitoraggio in tempo reale del JRC, al primo luglio 2026 le fiamme hanno distrutto circa 118.737 ettari di territorio all’interno dell’Unione Europea. Il dato evidenzia una contrazione rispetto allo stesso periodo del 2025, il peggiore mai registrato nella storia delle rilevazioni europee, quando nello stesso intervallo temporale erano già andati in fumo 208.037 ettari.
Nonostante l’estensione delle aree bruciate sia inferiore rispetto al picco toccato nel 2025, la traiettoria del 2026 si colloca ancora al di sopra della media storica degli ultimi 20 anni (periodo 2006-2025): più di 88 mila ettari. La tendenza è confermata dal numero di eventi registrati:
- incendi rilevati nel 2026: registrati 962 roghi dall’inizio dell’anno fino al primo luglio;
- incendi nello stesso periodo: nel 2025 erano stati 1.078;
- media storica di lungo termine: 446 incendi.
Ciò dimostra che la frequenza degli incendi boschivi sul territorio europeo si è stabilizzata su un livello di criticità strutturale più elevato rispetto al passato.
Emissioni di carbonio e impatto sull’atmosfera
Per quanto riguarda il volume di gas climalteranti rilasciati in atmosfera, anche su questo fronte, il bilancio provvisorio del 2026 mostra un andamento leggermente più favorevole rispetto al passato più recente. Le emissioni cumulative da combustione forestale dall’inizio dell’anno si attestano a 5,13 milioni di tonnellate di CO2. Nello stesso periodo del 2025, le emissioni avevano raggiunto i 5,79 milioni di tonnellate. Per contestualizzare, un cittadino medio dell’UE emette 5,55 tonnellate di CO2 in un intero anno. Dunque, le emissioni prodotte dagli incendi in Europa dei primi sei mesi del 2026 equivalgono all’impronta carbonica annuale di quasi un milione di cittadini europei.
Incendi in Europa: previsioni di rischio per luglio 2026: le aree calde dell’Europa
Le mappe di pericolosità per la prima settimana di luglio indicano scenari di forte preoccupazione. Condizioni di pericolo da “estremo” a “molto estremo” interessano un’ampia porzione dell’Europa occidentale e centrale. Le aree a più alta concentrazione di rischio includono la Francia e la Penisola Iberica (con particolare intensità nei settori meridionali e occidentali); la regione dell’Europa centrale a ridosso dell’arco alpino e Il settore meridionale delle Isole Britanniche.
Ulteriori focolai di rischio molto elevato sono segnalati nei Balcani occidentali, in Turchia e nella Scandinavia meridionale. A complicare il quadro intervengono le previsioni meteo-climatiche per la settimana dal 6 al 12 luglio 2026. I modelli del JRC prevedono anomalie termiche estreme in Ungheria e Romania, associate a temperature significativamente superiori alla media in gran parte dell’Europa centrale e orientale, nella Penisola Iberica occidentale, nel Nord Italia e in Turchia. Tali anomalie rappresentano un fattore pericoloso di innesco e propagazione per gli incendi boschivi.
Superficie Boschiva Bruciata in Europa (Ettari)
Dati ufficiali estratti dal report della Commissione Europea (Aggiornamento 1° luglio 2026).












